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lunedì, 16 Febbraio, 2026
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Referendum, il ministero della Giustiza: Anm renda noti fondi ricevuti da Comitato No. Il Pd: proscrizione

Roma, 16 feb. (askanews) – Alta tensione in vista del referendum sulla giustizia, dopo le parole del ministro delle giustizia Carlo Nordio che su un sistema para-mafioso da rompere (grazie proprio al sistema del sorteggio), un’altra vicenda alimenta la bufera. Il ministero della Giustizia ha infatti chiesto all’Associazione nazionale magistrati di rendere noti i fondi ricevuti a sostegno del Comitato del No al Referendum, e l’opposizione è insorta.

Al Ministero della Giustizia è pervenuto “un atto di sindacato ispettivo con il quale il parlamentare interrogante riferisce che il Segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ‘Comitato Giusto dire NO’ promosso dall’ANM ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria”. Lo scrive la capo del Gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, in una lettera al presidente dell’Anm Cesare Parodi. “Da ciò l’interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’ANM e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’ANM”, sottolinea l’alta funzionaria del ministero della Giustizia chiedendo a Parodi di valutare “l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire NO’ da parte di privati cittadini”. “Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’Associazione Nazionale Magistrati di avere l’elenco di chi ha fatto donazioni al comitato per il No al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno NO. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”. Così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, allegando ad una nota la missiva inviata da Giusi Bartolozzi al presidente dell’Anm.

Intanto il magistrato dell’antimafia Nino Di Matteo sconfessa il ministro della Giustizia. “A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul CSM e sull’intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino”, afferma il magistrato Nino Di Matteo commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ieri ha precisato di averlo citato parlando di sistema “para-mafioso” del Csm.