Roma, 25 feb. (askanews) – “Sono convinto che il Sì prevarrà. Tutti i sondaggi approfonditi, non quelli fatti su 50 persone, dicono che il Sì è in abbondante vantaggio” ma “tra il sondaggio e il voto c’è tutta la campagna elettorale e bisogna uscire di casa e andare a votare”. Antonio Tajani chiama le truppe di Forza Italia al massimo impegno sul referendum confermativo della riforma costituzionale della giustizia. Nel corso della segreteria del partito convocata alla Camera, a porte aperte ai cronisti nel corso del suo lungo intervento, parla di “clima positivo” ma si capisce che il mese che manca al voto del 22 e 23 marzo e l’avanzata del fronte del no preoccupano. “Non dobbiamo perdere neanche un voto. Dobbiamo far capire che si vince anche solo per un voto”, esorta.
Non vuole scomodare i suoi nella settimana del Festival di Sanremo, sarebbe anche improduttivo, la manifestazione canora monopolizza praticamente l’80% della programmazione televisiva ma, avverte, “dal giorno successivo al Festival di Sanremo dovremo impegnarci al massimo”.
Il vicepremier e ministro degli Esteri parla solo dell’impegno del suo partito e non raccoglie le critiche che arrivano da Nazario Pagano, deputato abruzzese, alla Lega. Il presidente della commissione Affari Costituzionali e segretario regionale Fi Abruzzo, a porte chiuse, prende la parola davanti alla segreteria, e, secondo quanto viene riferito, lamenta uno scarso impegno del partito di Salvini nella sua regione. Tajani, come detto, non raccoglie. Invita a concentrarsi sull’impegno azzurro su quella che è una battaglia storica del partito fondato da Silvio Berlusconi.
Nessuna critica agli alleati neanche negli interventi del senatore Pierantonio Zanettin e del deputato Enrico Costa, impegnati fin dal primo giorno pancia a terra nella battaglia referendaria. Giorgio Mulè, cui è stato affidato il coordinamento della campagna, sottolinea l’importanza degli eventi piccoli, capillari, in ogni singolo comune, anche il più remoto dove bisogna andare e raccogliere consenso più che nelle grandi città come Roma, Napoli e Milano.
Nel pomeriggio Matteo Salvini, che ha sempre annunciato l’impegno di ogni sezione e dei 500 sindaci della Lega per il sì al referendum, oggi ha presenziato alla segreteria del partito nel Lazio dalla quale è emerso che la Lega “si sta muovendo a sostegno per il Sì alla riforma e nei prossimi fine settimana il partito continuerà ad essere presente nelle piazze di Roma e del Lazio con i banchetti informativi”.
Dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, intanto arriva l’invito a frenare “le esagerazioni, le provocazioni, le fake news” che stanno caratterizzando la campagna referendaria perché, avverte, il rischio è che si crei “una confusione” che può indurre i cittadini “a disertare” le urne. Intervenendo alla presentazione del libro di Italo Bocchino, la seconda carica dello Stato ricorda che “il rispetto per la magistratura fa parte dei valori della destra” e che quindi “la riforma non può essere vista come qualcosa che manchi di rispetto alle toghe”. Accanto a lui è Arianna Meloni ad assicurare che se dovesse prevalere il no al referendum costituzionale “non succederà niente. Non arriveranno le cavallette ma si perderà un’occasione. Credo sia una buona riforma”. La sorella della premier ribadisce che “non è un voto sul governo, ci saranno le politiche il prossimo anno”.
