HomeAskanewsReferendum, vittoria netta del No: decisive le grandi città e il Sud

Referendum, vittoria netta del No: decisive le grandi città e il Sud

Milano, 23 mar. (askanews) – Vince il No al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura, ma il risultato restituisce un Paese diviso lungo linee territoriali e sociali ben definite. Secondo i dati praticamente definitivi diffusi dal Viminale attraverso il portale Eligendo (relativi a 61.528 sezioni su un totale di 61.533), i voti contrari si attestano al 53,74%, contro il 46,26% dei Sì. In termini assoluti, sono 14.454.937 gli elettori che hanno respinto la riforma della giustizia, mentre i favorevoli sono 12.442.868, con un divario che supera i 2 milioni di voti.

L’analisi territoriale evidenzia una frattura geografica piuttosto marcata. Il Sì riesce ad affermarsi soltanto in tre regioni del Nord: Friuli-Venezia Giulia (54,4%), Lombardia (53,66%) e Veneto (58,4%), che rappresenta anche il picco massimo di consenso per la riforma. Nel resto del Paese prevale invece il No, con percentuali particolarmente elevate nel Mezzogiorno. In Campania i contrari raggiungono il 65,23%, in Sicilia il 60,9% e in Basilicata il 60,03%. Dati alti anche in Sardegna (59,4%) e Toscana (58%), a conferma di un rifiuto diffuso che attraversa non solo il Sud ma anche parte del Centro. Il No si mantiene sopra il 55% anche in Calabria, Emilia-Romagna, Liguria e Puglia, mentre supera di poco il 53% in Abruzzo, Marche, Piemonte e Molise. Più equilibrata la situazione in Trentino-Alto Adige (50,6%), Umbria (51,6%) e Valle d’Aosta (51,8%), dove il confronto tra le due opzioni resta aperto fino all’ultimo. Nel Lazio il No prevale con il 54,5%.

Ancora più netta la tendenza nelle grandi città, che si schierano tutte contro la riforma. Il dato più significativo arriva da Napoli, dove il No tocca il 75,4%, segnando il divario più ampio. Percentuali molto elevate anche a Bologna (68,2%), Palermo (68%) e Firenze (66,5%). Il No supera il 60% anche a Torino (64,7%), Genova (circa 64%) e Bari (62,8%), mentre resta comunque maggioritario a Roma (60,3%) e Milano (58,4%). Venezia rappresenta l’unica grande città relativamente più equilibrata, con il No al 55,2% e il Sì al 44,8%.

Sul fronte della partecipazione, l’affluenza si attesta al 58,93%, un dato significativo che contribuisce a definire il peso politico del risultato soprattutto se paragonato all’ultima tornata referendaria, quella del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari, quando alle urne si era recato il 50,78% degli aventi diritto. Anche il dato sull’affluenza fa emergere una netta differenziazione territoriale: le regioni del Centro-Nord registrano i livelli più alti, con Emilia-Romagna (66,67%), Toscana (66,27%) e Umbria (65,06%) in testa. Al contrario, il Mezzogiorno mostra una partecipazione più contenuta, con la Sicilia ferma al 46,13%, la Calabria al 48,38% e la Campania al 50,38%.

Il referendum consegna dunque un risultato chiaro ma articolato: il No vince in modo diffuso, sostenuto in particolare dal Sud e dalle grandi città, mentre il Sì mantiene una base significativa ma geograficamente limitata alle aree rurali e provinciali del Nord.