Roma, 23 giu. (askanews) – Una condanna all’ergastolo e tre pene a 17 anni e sei mesi di reclusione. Queste le richieste della Procura di Roma, al termine della requisitoria dell’aggiunto Sergio Colaiocco, nel processo per il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio Regeni, al Cairo tra gennaio e febbraio 2016, ad opera di 4 agenti dei servizi di sicurezza egiziani.
Secondo il magistrato nel processo, lungo quasi due anni, è stato accertato coinvolgimento necessario dei più alti vertici della National Security. Il nucleo probatorio di maggiore rilevanza – è stato aggiunto – si basa sulle dichiarazione dei due cittadini palestinesi arrestati e tenuti nel carcere clandestino degli apparati di sicurezza del Cairo dove tenuto prigioniero e torturato Giulio Regeni.
“Questo processo non consegna una verità emotiva od intuitiva, ma che ha il valore della concordanza delle prove e degli elementi a carico degli imputati. Il dibattimento ha provato, oltre ogni ragionevole dubbio, la responsabilità” degli accusati, ha argomentato il magistrato.
“Vi consegnamo 10 anni di ricerca ostinata della verità”, ha aggiunto. “Siete chiamati a dire se esistono zone franche alla sostanza del diritto. La vostra decisione sarà letta ben oltre quest’aula”. La pena – ha sottolineato – è che l’impunità non è un destino necessario. “Si chiede l’affermazione della penale responsabilità di tutti gli imputati”.
