Milano, 29 ott. (askanews) – Il gruppo Renault conferma gli obiettivi finanziari per il 2026 nonostante il rallentamento del terzo trimestre e l’aumento dei costi industriali. Il gruppo francese ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita dell’1,5% a 11,6 miliardi di euro e vendite di veicoli in calo del 6%. Il direttore finanziario Duncan Minto ha precisato che il margine operativo dovrebbe collocarsi nella metà inferiore dell’intervallo tra il 5,3% e il 5,7%, rispetto all’obiettivo ufficiale di circa il 5,5%.
Nel corso della conference call, Minto ha confermato che Renault prevede per il 2026 un impatto di circa 600 milioni di euro dall’aumento dei costi delle materie prime e degli altri fattori produttivi, di cui 400 milioni nel secondo semestre. Tra le pressioni sui costi ha citato anche le memorie Ram e i componenti elettronici. Per compensare i rincari e il calo dei volumi, Renault punta a ridurre mediamente i costi variabili di oltre 400 euro per veicolo all’anno.
Nei primi nove mesi il fatturato del gruppo è aumentato del 7,1% a 41,8 miliardi, mentre nel terzo trimestre i ricavi automotive sono rimasti sostanzialmente stabili a 9,8 miliardi, sostenuti dalle vendite ai partner e dal mix prodotti. Renault ha confermato anche l’obiettivo di un free cash flow automotive di circa un miliardo di euro.
Sul fronte commerciale, il gruppo ha venduto 1,66 milioni di veicoli nei nove mesi, in calo del 2,2%. Il marchio Renault è cresciuto dell’1,1%, mentre Dacia ha perso il 9,7%, penalizzata dalla transizione della gamma e dalla crescente concorrenza, anche dei costruttori cinesi. Alpine ha invece aumentato le vendite del 65,6%, superando le 12mila unità.
In controtendenza le auto elettriche, le cui vendite sono aumentate dell’84,7% nel terzo trimestre, raggiungendo il 25,8% delle autovetture vendute dal gruppo. Per rispondere alla domanda, Renault ha introdotto un terzo turno nello stabilimento francese di Douai. “Stiamo già utilizzando intensamente la nostra capacità produttiva, ma abbiamo aggiunto un terzo turno a Douai. Stiamo soddisfacendo la domanda e non prevediamo problemi fino alla fine dell’anno”, ha dichiarato Minto.
Il direttore finanziario ha spiegato che il portafoglio ordini delle elettriche supera i due mesi di vendite e che i tempi di consegna stanno aumentando. Ha inoltre precisato che le auto elettriche sono già redditizie, pur avendo un effetto diluitivo sui margini del gruppo.
Minto è intervenuto anche sul confronto europeo sulle emissioni, giudicando positivamente l’intesa tra Francia e Germania sul futuro dell’automotive, ma avvertendo che le flessibilità introdotte dall’Ue non risolvono ancora il problema degli obiettivi di CO2 per il 2030. “Nonostante le flessibilità introdotte, il rischio principale, rappresentato dall’obiettivo CO2 del 2030, resta probabilmente affrontato in modo insufficiente”, ha affermato, auspicando maggiore chiarezza nelle prossime settimane.
“La resilienza del fatturato nel terzo trimestre dimostra ancora una volta la solidità e l’agilità del business model del gruppo Renault”, ha sottolineato Minto, indicando nella flessibilità industriale, nel rinnovo della gamma e nella riduzione dei costi gli elementi centrali del piano futuREady. A fine settembre gli stock complessivi erano pari a 532mila veicoli, con un portafoglio ordini europeo equivalente a circa due mesi di vendite. Quella di oggi è stata l’ultima conference call sui risultati di Renault per Duncan Minto, che lascerà il gruppo per intraprendere nuove opportunità professionali.

