Roma, 2 nov. (askanews) – Fino al 14 dicembre torna a Roma Drag Me Up – Queer Art Festival, giunto alla settima edizione. Dal centro alle periferie della Capitale, il festival porta in scena drag, teatro, fotografia, danza e incontri. Biologicamente Queer è il tema scelto quest’anno per interrogare i confini con cui vengono definiti corpi, genere e identità. Ideato da Ondadurto Teatro, il festival ha la direzione artistica di Karma B e Margó Paciotti e la direzione generale di Lorenzo Pasquali.
“Con Biologicamente Queer abbiamo scelto di mettere al centro identità e genere, ricordando che la loro storia è molto più plurale di quella raccontata dal modello binario occidentale. Molte culture hanno riconosciuto nel tempo forme di espressione del sé diverse, e anche la natura ci offre continuamente esempi di corpi, comportamenti e funzioni che sfuggono alle classificazioni rigide. L’arte può aiutarci ad allargare questo sguardo, a rendere visibili esperienze, relazioni e possibilità che spesso rimangono fuori dal racconto dominante. È quello che proviamo a fare con questa edizione, portando il festival in luoghi e quartieri diversi di Roma e usando linguaggi differenti, dal drag al teatro, dalla fotografia alla danza, fino agli incontri e ai laboratori” hanno spiegato Karma B e Margó Paciotti.
“Ci interessa che questi temi escano dalla scena e diventino occasioni di confronto, conoscenza e partecipazione, coinvolgendo pubblici diversi, le scuole, le persone anziane e la cittadinanza. Drag Me Up nasce anche per questo: creare spazi in cui incontrarsi, mettere in discussione stereotipi e categorie date per scontate e immaginare insieme altri modi di raccontare i corpi, le identità e le relazioni” hanno aggiunto.
San Lorenzo, Pigneto, Centro storico, Lido di Ostia e Tor Bella Monaca disegnano una geografia che mette in relazione teatri, librerie e spazi di comunità, portando il festival davanti a pubblici diversi e creando occasioni di incontro intorno ai temi dell’identità, dei diritti e della rappresentazione. Il progetto mette in dialogo scuole del territorio e centri anziani, usando le arti performative per lavorare su stereotipi, linguaggi e rappresentazioni e creare un confronto tra generazioni diverse. Il progetto, anche quest’anno, prende l’avvio con una serie di residenze artistiche, in cui le diverse formazioni ospitate avranno un tempo e uno spazio dedicato alla ricerca e alla sperimentazione artistica, continuando poi con appuntamenti online creati e condivisi da influencer e content creator con contenuti al confine tra sperimentazione, talk e digital humanities. Il programma in presenza si apre sabato 21 novembre alla Libreria Antigone, a San Lorenzo, con Filamenti di identità, mostra fotografica di Giulia Feliciani curata da Andrea Acocella – BAR.LINA. Tra ritratto, teatro di scena e reportage, il progetto racconta l’identità come un percorso in continua evoluzione attraverso corpi, gesti e dettagli.
Il 27 novembre al Teatro del Lido di Ostia torna Drag College, il format di Ondadurto Teatro con Karma B e Margó Paciotti che crea un dialogo con le nuove generazioni. Il giorno successivo, lo stesso teatro ospita il primo Gala Drag Me Up, format storico del festival ispirato alla Rivista, al Varietà, all’Avanspettacolo e al Cabaret. Sul palco Farida Kant, finalista e runner-up della prima stagione di Drag Race Italia; Sylvia Cry Her, cantautrice, scrittrice e artista transgender; Savage Dickson, attore, regista e Drag King della scena romana; e H.E.R., cantautrice e musicista vincitrice nel 2020 del Premio Amnesty International Italia “Voci per la Libertà”.
Tra gli altri appuntamnti, il 4 dicembre alla Casa Internazionale delle Donne, Drag… The talk porta il festival sul terreno dell’attualità, della rappresentazione e dell’informazione. Tre i temi al centro dell’incontro: le nuove spinte transfobiche, gli spazi di visibilità per le soggettività queer e il ruolo dei media nella costruzione di stereotipi e discriminazioni. Il festival si chiude il 14 dicembre all’OFF OFF Theatre con il secondo Gala Drag Me Up. In scena Lina Galore, Stephanie Glitter, Savage Dickson e Sotiri, performer e artista drag di base a Madrid, tra satira, denuncia sociale e cultura pop.

