Milano, 16 mar. (askanews) – Una polemica “inutile”, per un “incontro avvenuto alla luce del sole”. Tocca ad Antonio Tajani provare a sgonfiare il caso sollevato dal Corriere della Sera, che ha rivelato l’incontro avvenuto in febbraio tra il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Vladimirovich Paramonov. E la parola d’ordine è manzoniana: ‘Sopire, troncare’, avrebbe detto il conte zio. Perchè l’irritazione di Giorgia Meloni per l’episodio viene confermata, ma l’esito non può che essere quello di compattare tutto il governo a difesa di Cirielli. Che infatti nel pomeriggio può dire: “Non devo giustificarmi, perché ovviamente non prendo queste iniziative da solo: ho agito a nome del governo”. Sopire e troncare dunque, per non prestare ulteriormente il fianco alle critiche delle opposizioni, derubricate a “polemiche strumentali”.
Tajani minimizza dunque la rilevanza dell’incontro: “Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa” e quindi Cirielli “ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica Italiana”. Soprattutto, “l’incontro è servito a ribadire la nostra posizione, non è che cambia il nostro atteggiamento nei confronti della Russia perché è venuto alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione Russa. La posizione è quella, gliel’ha ribadita anche Cirielli, quindi non c’è nulla dascandalizzarsi”. Concetto ribadito dallo stesso Cirielli: “Il fatto che un viceministro incontri un ambasciatore regolarmente accreditato è assolutamente normale. Se è qui, è qui per fare l’ambasciatore”.
Spiegazioni che non convincono le opposizioni, anche perchè sullaposizione del governo pesa l’atteggiamento della Lega. Matteo Salvini non ha nulla da eccepire sull’incontro di Cirielli, “se ha incontrato l’ambasciatore russo avrà avuto i suoi motivi per farlo”. Ma approfitta dell’occasione per rilanciare la richiesta di allentare le sanzioni verso la Russia: “Una proposta di buon senso. Ho letto che questa mattina il presidente di Federpetroli chiede di rimuovere le sanzioni sul petrolio e il gas russo e secondo me ha ragione. Non perchè sia amico di Putin, ma perché le famiglie e le imprese italiane rischiano di non farcela a spendere di più”, dice il leader del Carroccio e vice premier.
Ecco allora che il Pd insiste nel chiedere un chiarimento: “Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per sapere cosa sta succedendo: se il governo sta riaprendo le relazioni con la Russia si allontana dalla posizione unitaria europea”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein, per la quale “Meloni deve fare chiarezza su quali siano le cose che hanno discusso in questo incontro”.
