HomeAskanewsSanchez alla Ue: serve una posizione inequivocabile contro la guerra

Sanchez alla Ue: serve una posizione inequivocabile contro la guerra

Roma, 19 mar. (askanews) – Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez si reca oggi a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo con un obiettivo chiaro: ottenere una posizione “inequivocabile” dai leader europei contro la guerra in Medio Oriente. A tal fine, fonti del Palazzo della Moncloa indicano che terrà un discorso “incisivo” a porte chiuse. Il primo ministro sarà ricevuto alle 10 dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con la quale avrà un primo scambio di opinioni insieme agli altri leader europei.

Alle 13, secondo il programma stabilito, Sanchez poserà per la tradizionale foto di gruppo e poi pranzerà con il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, e gli altri leader. Alle 18.30 inizierà la riunione del Consiglio Europeo, dove si prevede che verranno affrontati temi cruciali come le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Ci sarà anche una sessione specifica per discutere di competitività, sicurezza e difesa e del quadro finanziario pluriennale.

Fonti governative hanno spiegato che l’obiettivo di Sßnchez è chiaro: l’Ue deve adottare una posizione netta riguardo a una guerra che considera illegale e insensata. Dall’inizio del conflitto, il premier si è concentrato non solo sull’Iran, ma anche sul Libano, la Cisgiordania e Gaza, offrendo il suo sostegno all’Autorità Palestinese e sottolineando l’importanza dello Stretto di Hormuz, ora nuovo epicentro della crisi globale. Il primo ministro spagnolo metterà in evidenza tre ragioni per cui questa guerra deve essere fermata: l’alto costo in termini di vite umane; l’incoerenza e il pericolo di violazione del diritto internazionale – per cui Sanchez invocherà l’articolo 2 del Trattato Onu, che invita gli Stati membri ad astenersi dall’uso della forza; e, in terzo luogo, l’aumento del costo dell’energia, che di conseguenza ha un impatto sulla catena di consumo globale.

A questa triplice motivazione, Sanchez aggiungerà il costo degli sfollati a causa della guerra, con oltre 8.000 spagnoli già evacuati dall’Iran dal ministero degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e della Cooperazione. È qui che Sanchez metterà in evidenza il paradosso di parlare in questi concili per tre anni di sicurezza e difesa come pilastro fondamentale, mentre si verificano più conflitti che mai. Pertanto, chiederà un ritorno alla diplomazia e al negoziato e il rifiuto dell’intervento militare. In questo quadro, Sanchez conta sulla probabile forte alleanza di Antonio Costa, che ha appoggiato le parole del presidente fin dall’inizio.(Fonte Servimedia).