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Sanità, Gimbe: quasi 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite o esami

Roma, 23 set. (askanews) – Nel 2024 diciotto Regioni e Province autonome su 21 hanno raggiunto la soglia minima prevista in tutte e tre le aree utilizzate per verificare l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA). Erano tredici nel 2023. Restano inadempienti la Calabria nell’assistenza distrettuale, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia nella prevenzione. E’ quanto emerge dal monitoraggio effettuato dalla Fondazione GIMBE.

Nello stesso anno è aumentata la quota di popolazione che ha rinunciato a prestazioni sanitarie: dal 7,6% del 2023 al 9,9% del 2024, pari a quasi 5,8 milioni di persone secondo Istat. L’indicatore non misura esclusivamente l’accesso al Servizio sanitario nazionale, ma segnala una domanda di assistenza rimasta insoddisfatta.

“Sono due fotografie solo apparentemente contraddittorie. Se nel 2024 quasi tutte le Regioni vengono ‘promosse’ mentre aumentano la spesa privata e le rinunce alle prestazioni sanitarie, non possiamo concludere che la sanità sia improvvisamente migliorata. Significa piuttosto che la ‘pagella’ ministeriale ha una capacità molto limitata nel misurare l’effettiva esigibilità dei LEA da parte dei cittadini”, afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE.

Dal 2020 la verifica dell’erogazione dei LEA utilizza il Nuovo Sistema di Garanzia, articolato in 88 indicatori. La valutazione 2024 si basa su 27 indicatori CORE distribuiti fra prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Per risultare adempiente una Regione deve raggiungere almeno 60 punti su 100 in ciascuna delle tre aree.