HomeAskanewsSanità, Tajani: è escluso che medici famiglia diventino dipendenti Ssn

Sanità, Tajani: è escluso che medici famiglia diventino dipendenti Ssn

Roma, 4 mag. (askanews) – “Va escluso pensare di far diventare i medici di famiglia, oggi insostituibili professionisti autonomi, lavoratori dipendenti del sistema sanitario nazionale, perché il rapporto fiduciario con i cittadini non va ostacolato ma bensì valorizzato, dialogando con i soggetti rappresentativi dell’area convenzionata per condividere ulteriori soluzioni da portare alle scelte governative e parlamentari”. Lo afferma il vicepremier e leader di Fi, Antonio Tajani.

“Ogni paziente – sottolinea – desidera avere un medico di famiglia di fiducia, che conosce e che è sempre disponibile. Per questo il medico di famiglia è insostituibile presidio sanitario e sociale del servizio sanitario nazionale senza il quale l’intero sistema cadrebbe in gravi difficoltà”. Tajani ricorda che “Forza Italia ha già presentato in Parlamento un disegno di legge sul tema -Disposizioni concernenti l’attività, lo stato giuridico e il trattamento dei medici di medicina generale- che valorizza ulteriormente il ruolo dei medici di medicina generale e convenzionati (medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali) attribuendo loro anche di presidiare per alcune ore la settimana le case di comunità in coordinamento con il sistema sanitario regionale. Il rapporto di lavoro dei medici di famiglia deve comunque rimanere ‘para subordinato convenzionato’, cioè autonomo, al fine di valorizzare appieno lo stretto e confidenziale connubio medico-paziente”.

“Soluzioni pasticciate e burocratiche rischiano di mettere in difficoltà il servizio sanitario nazionale aumentando i costi pubblici e rendendo inefficiente il servizio di prima assistenza e presidio sanitario essenziale dei cittadini. Lo strumento da attivare fin da subito è l’attuazione dell’atto di indirizzo tra Governo e Regioni al fine di sottoscrivere gli accordi collettivi e le convenzioni 2025-27 che regolano i medici convenzionati (medici di famiglia, pediatri e specialisti ambulatoriali) che stabiliscono le modalità per diffondere gli studi associati, indicando obblighi, compiti e funzioni atte a garantire l’attivita delle case di comunità”, conclude.