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Scioperi, il 30 ottobre e il 20 novembre due "venerdì neri" di proteste

Roma, 25 ott. (askanews) – Superata, almeno per ora, la questione della protesta dei Tir, con la situazione orientata a tornare alla normalità, e dopo le proteste che ieri hanno coinvolto diverse città, si profilano almeno altre due giornate di disagi e difficoltà sui trasporti e non solo per i cittadini in meno di un mese. Due scioperi generali, in entrambi i casi di venerdì e in entrambi i casi non unitari, in quello che si sta rivelando un autunno particolarmente caldo su proteste e manifestazioni di piazza.

Il primo sarà venerdì prossimo, il 30 ottobre, con un concomitare di iniziative a cominciare dallo sciopero generale proclamato dall’Usb “contro i prezzi in continua crescita, a partire da quello dei carburanti che stanno mettendo in ginocchio la popolazione”, come affermato dal sindacato di base con una nota.

L’Usb intende organizzare una manifestazione a Roma, a Piazza dei Cinquecento, in mattinata.

Parallelamente, sempre per venerdì 30, anche i Cobas hanno proclamato uno sciopero generale insieme con Adl, Clap e Sial, per i settori pubblici e privati ma, nel loro caso, con l’eccezione dei trasporti. Anche in questo caso “contro il carovita che impedisce di far fronte alle spese per i beni essenziali”, ma anche contro la guerra “e lo spostamento di risorse di bilancio verso gli armamenti”.

Sempre venerdì, un’altra protesta, in questo caso di 4 ore è stata proclamata da Uiltrasporti per il personale di Enav e Techno SKY su tutto il territorio nazionale: “la mobilitazione nasce dalla mancanza di risposte su numerose vertenze aperte, dall’assenza di progressi nel confronto con l’azienda”, afferma il sindacato con una nota.

Tre settimane dopo, di nuovo di venerdì, il 20 novembre, un altro sciopero generale stavolta proclamato dalla Cgil: “Basta chiacchiere, è il momento del cambiamento, il lavoro deve tornare a essere un diritto”, ha affermato annunciando la mobilitazione il segretario Maurizio Landini.

“Non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e solidarietà”, ha aggiunto il segretario in occasione della manifestazione “La Via Maestra”, lo scorso 17 ottobre a Roma.

Una protesta che per ora non ha aggregato altre sigle, anzi la Cisl, con la sua segretaria Daniela Fumarola, ha esplicitamente preso le distanze: “rispettiamo la scelta – ha detto – ma non la condividiamo” per tre ragioni: si boccia una legge di bilancio ancora senza testo, si contesta la spesa per la difesa, mentre altri Paesi si armano e “si sceglie la massima forma di conflitto contro imprese estranee alla manovra, mentre con loro scriviamo le regole di rappresentanza”.

Parallelamente, infatti, i principali sindacati confederali e le maggiori organizzazione di rappresentanza datoriali stanno portando avanti da settimane delle trattative per rivedere gli aspetti chiave della rappresentanza, delle relazioni industriali e della contrattazione.