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Sconfitta referendum non ferma l. elettorale, via a iter il 31 marzo

Roma, 24 mar. (askanews) – Roma, 24 mar. (askanews) – La sconfitta al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia non ferma l’intento della maggioranza di modificare la legge elettorale. L’ufficio di presidenza della commissione affari costituzionali della Camera riunitosi oggi ha stabilito che l’iter inizierà martedì prossimo 31 marzo. Lo ha comunicato il presidente della commissione Nazario Pagano (Fi).

La proposta di legge presentata dalla maggioranza, ha informato Pagano, sarà abbinata ad altre otto proposte di legge in materia elettorale presentate in questi anni di legislatura e successivamente la Commissione adotterà un testo base. Il relatore o i relatori sono ancora da nominare.

Le otto proposte abbinate dalla presidenza della commissione a quella della maggioranza di proporzionale con premio di maggioranza trattano le questioni più disparate in materia. Si tratta della proposta Magi (Più Europa) in materia di raccolta digitale delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e delle candidature; della pdl di Piero De Luca (Pd) in materia di soppressione dei collegi uninominali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, e delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali plurinominali; la proposta M5s di Vittoria Baldino sulla determinazione della data delle elezioni e dei referendum e di semplificazione del procedimento elettorale, per agevolare la partecipazione degli elettori; la proposta del deputato di Fdi eletto all’estero Di Giuseppe che delega il governo per la revisione del voto dei cittadini italiani residenti all’estero; il testo del forzista Paolo Emilio Russo sulla soppressione della distinzione per sesso e dell’indicazione del cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove nella compilazione delle liste elettorali. La pdl della deputata M5s Emma Pavanelli punta alla semplificazione del procedimento elettorale, alla digitalizzazione delle liste elettorali e al voto ai fuorisede. Due le proposte per il voto telematico: una del dem Marco Furfaro sul diritto di voto per via telematica da parte degli elettori con disabilità motoria o sensoriale; l’altra del deputato Tucci per l’introduzione di un sistema elettronico per l’espressione del voto per via telematica.

Sulla legge elettorale, l’opposizione alza un muro. “Evidentemente non hanno capito il messaggio di ieri. Invece di andare avanti con arroganza e senza ascoltare, come hanno fatto con la riforma costituzionale appena bocciata, si fermino”, afferma il senatore Alessandro Alfieri, responsabile Riforme del Pd. “Il referendum – per il capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti – non ha insegnato nulla alla destra italiana. Come se nulla fosse accaduto, con la stessa arroganza che ha contraddistinto l’iter parlamentare della legge Nordio, tornano oggi alla carica con la legge elettorale: hanno paura del voto e vogliono scrivere una legge che gli garantisca la vittoria”. “A poche ore dalla sonora sconfitta referendaria la maggioranza persevera nella sua miope prepotenza e accelera sulla nuova legge elettorale truffa”, accusa Alfonso Colucci (M5s). “È un disperato tentativo della maggioranza di rimanere a galla – aggiunge – nell’illusione di poter fare un danno alle opposizioni che offrono al Paese una solida alternativa per il governo del futuro. Evidentemente si tratta di una prepotenza inguaribile, nemmeno la primavera di democrazia sbocciata ieri ferma questo centrodestra. Ma gli italiani al referendum hanno mandato un messaggio molto chiaro: l’arroganza non premia”.