Roma, 20 gen. (askanews) – Roma, 20 gen. (askanews) – Scontro nel governo sul presidente della Consob che dovrà prendere il posto di Paolo Savona, in scadenza a marzo. La nomina di Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, data per certa da numerosi quotidiani oggi, ha fatto storcere il naso a Forza Italia tanto che la riunione lampo del Consiglio dei ministri non ha avviato la procedura per designare il successore di Savona.
Il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, ospite di prima mattina al programma Start di Sky TG24, non ci gira intorno: “Non ci ha mai convinto la designazione di un politico alla Consob. Noi rimaniamo su questa posizione: è bene che lì, siccome si tratta di questioni molto tecniche, ci sia un tecnico, un non politico di alto livello con grande esperienza”. Nevi aggiunge: “Non facciamo nomi, ci sono tante persone autorevoli che secondo noi potrebbero svolgere al meglio senza nulla togliere a Freni che è uno straordinario sottosegretario al Ministero delle Finanze e penso stia facendo bene. La Consob deve essere trattata in modo completamente diverso”.
Qualche dubbio arriva anche da Fratelli d’Italia. Il responsabile economico del partito di Giorgia Meloni e presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, commenta ad Affaritaliani: Freni “è una persona che ha tutte le caratteristiche per svolgere quel ruolo ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. Il risultato è che quella che sembrava la nomina che avrebbe aperto la grande partita che quest’anno riguarderà le maggiori società partecipate dallo Stato e diverse Authority è stata rinviata.
Per il partito di Antonio Tajani, a quanto si apprende, Freni può essere indicato come componente della Consob (la Commissione è un organo collegiale composto da quattro membri più il presidente) ma è difficile che il leghista sia disposto a laciare l’incarico di governo e il seggio alla Camera per un ruolo che non sia quello di presidente. Fonti Lega intanto minimizzano e parlano “solo di un pasticcio, un’incomprensione che sarà risolta”.
Tempo ancora ce n’è, Savona scade l’8 marzo, anche se il governo era intenzionato a designare già da ora il suo successore per garantire l’entrata in carica del nuovo presidente in concomitanza con la fine del mandato del predecessore. La nomina del presidente Consob, come quella dei presidenti di altre Autorità indipendenti, infatti, non è immediata: dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la proposta deve ottenere i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentari competenti. Un iter che potrebbe rivelarsi lungo e andare oltre la scadenza di Savona con il rischio che il collegio sia costretto a deliberare con quattro componenti.
