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mercoledì, 28 Gennaio, 2026
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Scuola, sinistra grida a liste proscrizione, Fdi "benedice" Azione studentesca

Roma, 28 gen. (askanews) – “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?”: la domanda è questa e, a quattro giorni dal baillame che ha scatenato il questionario rivolto agli studenti del liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, con tutta l’opposizione che grida alle liste di proscrizione, Azione studentesca la rivendica. Con la benedizione di Fratelli d’Italia.

Dunque, l’organizzazione giovanile vicina a Fdi spiega, sul proprio profilo Facebook, che quella domanda, e il questionario nel quale è inserita, “nasce dalla volontà di verificare se, durante l’orario scolastico, venga svolta propaganda politica, indipendentemente dalle idee personali dei docenti” perchè “le lezioni devono rimane neutrali dal punto di vista politico, affinchè la scuola sia un luogo di formazione e non di indottrinamento”. La vicenda, sollevata da un professore del liceo di Pordenone che ha notato i manifesti di Azione studentesca con il Qr che rimandava al questionario, da locale diventa velocemente nazionale, arrivando fino al Parlamento.

La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti assicura che il Ministero ha avviato “gli opportuni accertamenti” e che non si tratta di “schedatura” o di “liste di proscrizione”. Tutta l’opposizione, però, stigmatizza, anche con un’interrogazione presentata al governo dai Dem, l’idea di stilare “liste di docenti di sinistra” e, proprio oggi, la segretaria del Pd Elly Schlein chiede alla stessa premier di “fare ritirare” l’iniziativa, uno degli uomini più vicini alla presidente del Consiglio e responsabile Organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, la cui militanza politica è iniziata proprio nelle organizzazioni giovanili, la elogia: “Bravi i ragazzi di Azione studentesca, bravi i ragazzi di sinistra quando si battono per i diritti dei propri coetanei”, dice augurandosi che “gli studenti non si facciano tappare la bocca dal Pd e dalle sinistre”, protagoniste di “una violenta censura”.

“Se ci sono professori che sono scorretti – ragiona Donzelli – e che invece di insegnare a scuola sono faziosi, gli studenti hanno il diritto di protestare e di chiedere che i professori non siano faziosi. Se invece il Pd vuole tappare la bocca agli studenti che si lamentano dei professori scorretti e comunisti, è ben lontano da quella che è la storia della sinistra che per anni ha cavalcato il ’68” e anche dalla “vitalità, dal sale della democrazia” che è “il diritto a protestare, a informarsi, a chiedere ai propri coetanei come vanno le cose a scuola”.

Parole che rinfocolano le polemiche con Avs che chiede al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara “di spiegare a questa organizzazione che non accetterà alcuna segnalazione di provenienza politica sugli insegnanti e che la scuola pubblica è per sua natura pluralista” e il capogruppo dei Dem al Senato Francesco Boccia che torna a interrogare la presidente del Consiglio.

“Restiamo in attesa della presa di distanza di Giorgia Meloni dalle liste di proscrizione chieste dai giovani di Azione studentesca nei confronti dei docenti. Ci auguriamo siano molto diverse dalle parole, vergognose, usate da Giovanni Donzelli. Le parole del dirigente di FdI contengono una idea atroce di libertà e democrazia – sottolinea Boccia -. Non è libertà quella di indicare i nemici da colpire, gli avversari da denunciare. Non è ‘vitalità’ della democrazia, non è ‘ordine e disciplina’ tanto cari a Valditara. È intimidazione e violenza con reminiscenze fasciste”.