Il rovesciamento dell’ordine politico globale
Viviamo una situazione politica difficilissima a livello internazionale, dove, al dominio della politica sull’economia e la finanza, si assiste al rovesciamento del NOMA (Non Overlapping Magisteria: la finanza detta gli obiettivi e l’economia reale e la politica seguono da accoliti subalterni), con alcuni autocrati (Trump, Putin, Xi Jinping) impegnati a stabilire un nuovo equilibrio mondiale fondato non più sullo Stato di diritto, ma sulla logica del dominio della forza sulla politica.
Anche in Europa, ultima sede delle patrie liberal-democratiche, complice una governance che induce all’impotenza politica e operativa, non sembrano imporsi leadership all’altezza dei tempi nuovi della geopolitica mondiale.
L’assenza dei fondatori e la crisi del Ppe
Mancano i grandi padri democratico-cristiani: Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman, fondatori dell’Unione europea, come assai ridotta e ambigua è la funzione e il ruolo svolti dal Ppe, che raccoglie ciò che rimane di quella storica tradizione politico-culturale.
È scomparsa dal 1993, in Italia, la Dc, che del Ppe era una delle colonne essenziali, e sono fin qui falliti i diversi tentativi svolti per la ricomposizione politica dell’area cattolica nelle sue tre componenti fondamentali: democratica, liberale e cristiano-sociale.
La diaspora Dc e la necessità di fare chiarezza
È giunto il tempo per una riflessione approfondita sulla diaspora Dc e sulle prospettive politiche per i cattolici italiani, tuttora divisi su diversi fronti e con diverse prospettive. Ricevo quotidianamente note, osservazioni e proposte da amici, nelle quali emergono letture, in alcuni casi assai deformate, rispetto a quanto è realmente accaduto dal 1993 ai nostri giorni.
Ecco perché, credo, sarebbe opportuno approfondire i fatti, i documenti e le azioni intervenute in quei trentadue anni che ci separano dall’anno 1993, in cui si concluse la vicenda politica della Democrazia Cristiana.
Alcune letture utili
Ci possono aiutare, al riguardo, le seguenti letture:
– sulla fine della Dc, il libro di Andrea Vezzaro, La caduta. Cronache della diaspora democristiana 1993-1995, Ronzani Editore;
– sulla diaspora Dc, il mio libro Demodissea. La Democrazia Cristiana nella stagione della diaspora. Considerazioni sul periodo 1992-2020, Edizioni ALEF – Il Mio Libro
(https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/562226/demodissea/);
– sui tentativi di rinascita democristiana, la sintesi pubblicata su “Il Popolo”: La Democrazia Cristiana tra cronaca e storia. 1994-2025
(https://www.ilpopolo.cloud/516-la-democrazia-cristiana-tra-cronaca-e-storia-1994-2019.html).
Bipolarismo forzato e vuoto di centro
Una legge elettorale maggioritaria, il Rosatellum, continua a perpetuare un bipolarismo forzato tra due aree: l’una dominata dal partito di estrema destra della Meloni e l’altra da una sinistra alla ricerca perenne della propria identità, divisa nel confronto-scontro Schlein-Conte, sin qui incapaci di individuare una leadership con cui misurarsi alle prossime elezioni politiche.
Assai grave e dannosa continua, poi, l’assenza di un centro nuovo della politica italiana, ampio e plurale, alternativo alla destra nazionalista e sovranista e distinto e distante dalla sinistra.
Proporzionale, riforme e iniziativa popolare
Un centro che, per poter nascere, richiederebbe il ritorno a una legge elettorale di tipo proporzionale con preferenze, mentre l’attuale maggioranza parlamentare ipotizza una legge elettorale, autentica “truffa”, con un premio di maggioranza garantito a una soglia (40 o 45%) che la rende assai più simile a una rinnovata legge Acerbo che a quella ipotizzata dalla Dc degasperiana nel 1953, la quale, in un contesto politico assai diverso, prevedeva un premio di maggioranza alla lista o coalizione che avesse ottenuto almeno il 51% dei voti.
Ecco perché assume particolare valore l’azione degli amici di Iniziativa Popolare per la raccolta firme a favore di due leggi: ritorno alla proporzionale e cancellierato sul modello tedesco, quale precondizione indispensabile per il progetto di composizione politica di un centro nuovo della politica italiana.
Una forza popolare per il futuro
Alla destra di Fratelli d’Italia-Lega e Forza Italia, divisi sulla politica estera, e alla sinistra incapace di trovare una sintesi su progetto e leadership, alla politica italiana sarebbe oltremodo necessaria una forza di ispirazione democratico-cristiana e popolare, capace di offrire speranza a quella maggioranza di elettori renitenti al voto.
Una forza in grado di definire un equilibrio tra gli interessi e i valori dei ceti medi produttivi e quelli delle classi popolari che, dopo tante promesse, stanno verificando sulla propria pelle la falsità di quei propositi. La propaganda sistematica, sostenuta dai mezzi televisivi e da media compiacenti, consente oggi a Meloni e C. di galleggiare, ma la realtà economica e sociale, fondata su un’ingiustizia fiscale sempre più grave, finirà per imporsi.
La posta in gioco
Tra tassazione iniqua, promesse elettorali mancate (pensioni, accise, polizze, pedaggi autostradali, costo dei generi alimentari), anche quegli elettori che, come scriveva Flaiano, sono “sempre pronti a salire sul carro del vincitore” finiranno per cambiare orientamento.
Ma allora sarà indispensabile la presenza di quel centro nuovo della politica italiana che anche noi, Dc e Popolari, dovremo concorrere a costruire.
