Home GiornaleSergio Paronetto, l’architetto nascosto della ricostruzione italiana

Sergio Paronetto, l’architetto nascosto della ricostruzione italiana

A 81 anni dalla morte, ricordiamo il contributo decisivo del giovane dirigente dell’IRI alla Costituzione, alla politica economica e al pensiero sociale del cattolicesimo democratico

Ricorre l’81° anniversario della morte di Sergio Paronetto, il giovane vicedirettore dell’IRI, che ha aiutato Alcide De Gasperi a completare il pensiero sulla ricostruzione del Paese tra il 1940 e il 1945.

Il “primato del sociale” nella Costituzione

A Sergio Paronetto l’Italia deve una parte essenziale della Costituzione, l’indice, caratterizzato – si vorrebbe dire: qualificato – dai primi quattro Titoli: rapporti civili, rapporti (etico)sociali, rapporti economici, rapporti politici, nell’ordine. Uomo di ineguagliata statura culturale, morale e civile, Paronetto ha ripreso la triade sociale-economico-politico dal suo inventore, papa Leone XIII (di papa Pecci è il maggiore studioso vivente, interpellato sovente da papa Pacelli e da monsignor Montini sulle implicazioni della Dottrina sociale della Chiesa).

Da lui deriva il ‘primato del sociale’ che distingue la nostra Carta: laddove primato vuol dire che per definire la materia riguardante l’agire sociale del singolo cittadino e la vita sociale della comunità italiana non si deve fare riferimento a categorie dell’economia e della politica, mentre per le definizioni riguardanti queste due materie è ineludibile

riferirsi a categorie della materia sociale. Gli articoli della cosiddetta “costituzione economica” derivano in massima parte dalla formulazione paronettiana.

Si noti che, oltre ad essere conosciuto dai costituenti suoi grandi amici De Gasperi, Vanoni, La Pira, Gronchi, Meuccio Ruini (che sarà presidente della Commissione dei LXXV), il lavoro di Paronetto nel trattare argomenti “costitutivi” sarà assai apprezzato da Palmiro Togliatti, grande estimatore del giovane dirigente valtellinese.

Istituzioni, idee e testi fondativi

Quattro sono gli enti inventati da Paronetto: la SIOI, la Svimez, il CNEL, l’ISCO: che poi i suoi amici e ammiratori trasformeranno in realtà.

Sono dieci i testi fondamentali stesi come redattore-ombra da Paronetto per De Gasperi e per papa Pio XII nella prima metà degli anni Quaranta: i tre documenti programmatici della neonata Democrazia Cristiana, che vedono la luce dal 1942 al 1944 firmati da De Gasperi con lo pseudonimo Demofilo, più il ‘Testamento Politico 1942’ dello stesso De Gasperi; e sei documenti ecclesiali, di cui cinque firmati da papa Pacelli: quattro radiomessaggi pontifici dal 1941 al 1944 e il Discorso di investitura delle ACLI dell’11 marzo 1945, più il Codice di Camaldoli, che tanta influenza avrà sui costituenti cattolici (e non solo).

L’IRI e la strategia della ricostruzione

A Paronetto si deve la decisione di non liquidare l’IRI cui pensavano in un primo momento le autorità alleate, essendo l’ente nato nel 1933, in pieno ventennio; inoltre, si deve all’opera di persuasione su De Gasperi la nomina di Luigi Einaudi a governatore della Banca d’Italia nel 1944; la prima bozza di un piano per il rilancio del Mezzogiorno alla fine degli anni Trenta; lo studio condotto riservatamente per il ministro delle Finanze Paolo Ignazio Thaon di Revel per introdurre precocemente anche in Italia un Sistema di Contabilità Nazionale con grandezze macroeconomiche (il nuovo governatore della Banca d’Italia Donato Menichella, già direttore generale dell’IRI e superiore diretto di Paronetto, si rassegnerà a procedere all’adesione dell’Italia al Sistema di Contabilità Nazionale di standard internazionale oltre dieci anni dopo).

Per ordine di Menichella, Paronetto inventa nella seconda metà degli anni Trenta la Finsider e la Finmare, le finanziarie di settore dell’IRI, che vengono prontamente costituite, mentre la terza capogruppo, la Fincantieri, rimane allo stadio di progetto fino al 1958. L’IRI darà un contributo decisivo alla ricostruzione d’Italia, proprio come pensava il suo giovane vicedirettore generale prematuramente scomparso.

Militanza cattolica e visione profetica

Sul fronte della militanza cattolica, Paronetto è vicepresidente del Movimento Laureati Cattolici (già vicepresidente della FUCI) e redattore capo della rivista Studium. Assistente di Giovanni Battista Montini, consegna allo stesso i contenuti principali della futura Populorum Progressio: la necessità dello sviluppo sociale-economico per avere la pace. Passerà un quarto di secolo prima che Montini, divenuto papa Paolo VI, faccia splendere l’intuizione dell’amico Sergio nella sua straordinaria enciclica del 1967.

La commemorazione

La messa in suffragio dell’anima di Sergio Paronetto si terrà presso la cappella dell’Area delle Confraternite del cimitero del Verano alle 10:30 di venerdì 20 marzo.