Milano, 5 ott. (askanews) – A cinquant’anni dalla tragedia dell’Icmesa, l’Università Cattolica di Milano inaugura “Seveso 2076”, mostra gratuita aperta fino al 31 ottobre.
Non una semplice rievocazione, ma una proiezione verso il futuro di tutela ambientale, innovazione e sicurezza.
Un percorso nato dal riscatto del territorio, dal Bosco delle Querce fino all’impegno delle istituzioni regionali.
“Per la Regione Lombardia è stato fondamentale sviluppare quel processo che ha portato alla nascita della Fondazione Lombardia per l’Ambiente. Nata dieci anni dopo l’incidente di Seveso, in tutti questi anni la Fondazione ha portato avanti un importante percorso di studio e ricerca. Ma soprattutto, ha saputo mettere insieme tutti i protagonisti del territorio, la ricerca, l’industria e i singoli cittadini, con l’obiettivo comune di migliorare l’ambiente e far vivere le persone in un contesto sano e sicuro, al riparo dai rischi e da eventi come quelli accaduti a Seveso” ha dichiarato Piero Frazzi, Presidente della Fondazione Lombardia per l’Ambiente.
Una sinergia tra ricerca scientifica, istituzioni e comunità locale che trova nell’ateneo di Piazza Sant’Ambrogio il luogo ideale di confronto.
“L’Ateneo non è la torre d’avorio in cui l’Accademia si isola dal contesto, ma è il luogo in cui i saperi si incontrano. In questo senso, la Cattolica offre anche l’orgoglio di mostrare una struttura nuova e rinnovata, dimostrando quanto sia attenta al territorio e quanto, a sua volta, il territorio abbia bisogno della Cattolica” ha aggiunto Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.
Dalla ferita di una tragedia alla nascita delle più avanzate norme europee sulla sicurezza industriale.
La mostra Seveso 2076 dimostra come l’esperienza del passato possa diventare la guida per l’ambiente di domani.

