Roma, 4 feb. (askanews) – Le ultime limature, spiegano, sarebbero ancora in corso. Ma da palazzo Chigi non hanno dubbi: il pacchetto sicurezza, un decreto e un ddl, approderanno nel Consiglio dei ministri che si terrà domani pomeriggio. Nessun ulteriore rinvio, dunque, dopo quello di 24 ore deciso ieri mattina anche per consentire al Quirinale un vaglio approfondito delle norme. La certezza che le misure così fortemente volute dalla maggioranza e da Giorgia Meloni in particolare – soprattutto dopo gli scontri di sabato scorso a Torino – saranno sul tavolo della riunione, giunge però solo dopo un colloquio decisivo avvenuto in mattinata tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Una interlocuzione che viene definita come “positiva” da fonti di palazzo Chigi che ci tengono a sottolineare anche come si tratti di confronti che avvengono in maniera “costante” tra le due istituzioni.
E, tuttavia, nel colloquio il capo dello Stato avrebbe avanzato alcuni rilievi sulla norme così come messe nero su bianco, paletti ulteriori rispetto a quelli già sollecitati nei confronti ufficiosi degli scorsi giorni. In particolare, la richiesta sarebbe stata quella di rendere più circoscritte le norme per l’applicazione del cosiddetto fermo preventivo per le manifestazioni (che potrebbe essere una sorta di daspo rafforzato), attualmente previsto di 12 ore che però per il Colle potrebbero non essere sempre necessarie. Sul cosiddetto ‘scudo’ alle forze dell’ordine (espressione che però non è corretta secondo palazzo Chigi) l’intesa sarebbe nella sostanza già stata raggiunta in precedenza, prevedendo che la norma di non automatica iscrizione nel registro degli indagati sia erga omnes. Non entra nemmeno nel ddl invece la richiesta della Lega di far pagare una cauzione per le manifestazioni, mentre resta nel decreto la norma ‘anti-maranza’ per arginare la vendita dei coltelli. Fonti di governo, fanno sapere invece che le misure relative all’immigrazione e a una stretta sulle espulsioni, su cui pure si sarebbe concentrata la lente del Colle, potrebbero confluire in un ulteriore disegno di legge che potrebbe arrivare anche nei prossimi giorni.
Anche di questo, viene spiegato, si sarebbe discusso nel corso di contatti telefonici tra la presidente del Consiglio e il vice premier, Matteo Salvini. Nei colloqui si sarebbe fatto il punto sui vari dossier in vista del Consiglio dei ministri e il leader della Lega avrebbe ribadito la sua intenzione di portare sul tavolo della riunione anche il ‘suo’ decreto Infrastrutture.
