Roma, 3 mar. (askanews) – Le trasformazioni che stanno attraversando il settore dell’acciaio non riguardano solo l’andamento dei mercati, ma anche il quadro normativo che regola gli scambi internazionali. Decisioni europee su quote di importazione e dazi stanno già modificando l’equilibrio tra domanda e offerta, imponendo alle aziende una pianificazione sempre più attenta delle forniture e delle strategie di approvvigionamento. Ne abbiamo parlato con Greta Gatti, amministratore delegato di Steel Spa:
“Ci saranno delle modifiche a partire dalla metà del 2026, in cui sono state ridotte le quote di importazione del 50%, e un aumento dei dazi a partire dal 25% al 50%. Questo sicuramente comporterà una riduzione del materiale importato”.
Accanto alle misure di salvaguardia, dal 2026 entrerà in vigore anche il CBAM, la nuova normativa europea che regola l’importazione di acciaio extra UE e che richiederà un’autorizzazione specifica per poter sdoganare i materiali coinvolti, un requisito che Steel ha già ottenuto per garantire continuità operativa ai propri clienti.
“Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la normativa CBAM per le emissioni di CO2 sul materiale importato dai paesi extra UE, – prosegue Greta Gatti – ci sarà la parte di compensazione sul costo della materia prima che non è ancora ben determinata dalla normativa europea. Steel Spa ha iniziato a effettuare le dichiarazioni trimestrali CBAM dall’ultimo trimestre del 2023”.
Adeguarsi al CBAM richiede competenze specifiche e aggiornamento continuo: per questo Steel Spa è in grado di offrire alle imprese un supporto operativo concreto: “Abbiamo internamente una struttura che consente di seguire tutte le nuove normative europee correlate al CBAM e un ufficio esterno che ci aiuta nella consultazione e nella compilazione delle dichiarazioni. Steel Spa può dare informazioni al cliente sulla nuova normativa e sui nuovi aggiornamenti e sulla compilazione e sui pagamenti dei nuovi certificati CO2 che verranno emessi” afferma l’amministratore delegato.
Mentre le aziende si attrezzano per affrontare i nuovi obblighi normativi, all’orizzonte si profilano anche cambiamenti sul fronte dei prezzi: “Nel 2026 ci aspettiamo un aumento dei prezzi in tutti i settori siderurgici: negli ultimi due anni c’è stato un calo importante sul prezzo dell’acciaio, quindi prevediamo comunque un aumento graduale che dovrà soprattutto realizzarsi dal secondo semestre del 2026”.
