Roma, 3 apr. (askanews) – Da due a quattro mesi di arresto e multe fino a 7.500 euro: è quanto rischiano i datori di lavoro se non trasmetteranno, dal prossimo 7 aprile, l’informativa scritta ai dipendenti in smart working e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza riguardante gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di una delle novità della legge annuale sulle piccole e medie imprese (n. 34/2026), che ha reso perentorio un obbligo già previsto dall’articolo 22 della legge n. 81/2017, introducendo un regime sanzionatorio. A fare il punto è la fondazione studi consulenti del lavoro nell’ultimo approfondimento “Lavoro agile e sicurezza: cosa cambia con la nuova legge sulle Pmi”.
L’approfondimento evidenzia come l’intervento normativo si inserisca nel più ampio processo di adattamento della disciplina della sicurezza alle trasformazioni del lavoro. In particolare, la norma rafforza il ruolo dell’informativa scritta, da fornire almeno annualmente, quale strumento centrale per garantire la tutela della salute e sicurezza nei contesti diversi dai locali aziendali, dove il controllo diretto del datore di lavoro è limitato.
L’informativa dovrà indicare i rischi generali e specifici connessi alla modalità di lavoro agile, con particolare attenzione all’utilizzo dei videoterminali e ai rischi correlati, come affaticamento visivo, problematiche posturali e stress lavoro-correlato. Nel documento ci sono anche indicazioni operative e un utile modello di informativa per supportare le imprese nell’adeguamento alle nuove disposizioni.
