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Social housing in legno per rispondere all’emergenza casa

Roma, 21 ott. (askanews) – Aumentare l’offerta abitativa mantenendo qualità, efficienza e rapidità nella costruzione. Una sfida lanciata dall’Europa ed accolta da Rubner Grandi Strutture, che porta in Sicilia a Fondo Basile e Fondo Saccà, storiche aree urbane di Messina, due progetti di edilizia sociale multipiano con struttura in legno. Un vero e proprio punto di svolta in un momento fortemente segnato dall’emergenza abitativa. Stando ai numeri della Commissione europea, negli ultimi dieci anni i prezzi delle abitazioni nell’UE sono aumentati di oltre il 64%, mentre gli affitti sono cresciuti di oltre il 21%. Nel 2024, mediamente, le famiglie europee hanno destinato il 19% del proprio reddito disponibile alla casa; per le persone a rischio di povertà la quota è salita al 37%, mentre nel 2025 la pressione è proseguita, con prezzi delle abitazioni in crescita del 5,5% e affitti del 3,2% nell’Unione Europea.

Le parole di Simone Rossi, Direttore Tecnico di Rubner Grandi Strutture: “La vera svolta nell’utilizzo del legno ingegnerizzato per il social housing sta nel paradigma di spostare l’attività di inizio dal cantiere alla fabbrica. Quindi nell’utilizzo strutturato e sistematico della prefabbricazione di pareti e strutture, che non significa però utilizzare elementi a catalogo che vengono adattati al progetto, bensì la progettazione e la realizzazione di elementi ad hoc che vengono preassemblati in stabilimento e poi installati in cantiere”.

In una zona a rischio sismico come Messina, l’adozione di multipiani con strutture in legno apre ad una serie di sfide, ma anche di opportunità.

Nuovamente, il Direttore Tecnico di Rubner Grandi Strutture, Simone Rossi: “I progetti di Messina dimostrano la versatilità del legno come materiale da costruzione, che di natura è un materiale leggero ma resistente e quindi di fatto è il materiale ideale per costruire in zone ad elevata sismicità come lo è la Sicilia orientale. La sfida in questo caso è stata duplice. Da un lato la progettazione e realizzazione di nodi, quindi elementi di collegamento in grado di resistere ed assorbire in modo adeguato le eventuali elevate forze sismiche, dall’altra parte lo sviluppo di una progettazione integrata tesa al controllo della logistica, che ci ha permesso di creare migliaia di elementi preassemblati in stabilimento in Alto Adige e poi spediti ed installati nel cuore della Sicilia”.

Il progetto a Fondo Basile, già nel vivo, sorgerà nella zona dell’ex baraccopoli, dando vita a 60 nuovi alloggi.

In chiusura, le parole del Direttore Tecnico Rossi: “La vera innovazione risiede nell’integrazione fra il modello BIM e la prefabbricazione, quindi nell’utilizzo di una filosofia progettuale di livello superiore, che utilizza il BIM come gemello digitale del fabbricato durante tutto il ciclo di vita, dallo sviluppo alla produzione, fino al montaggio e all’uso del fabbricato, permettendo non solo di visualizzare l’edificio in tridimensionale, bensì permettendo l’utilizzo del modello come uno strumento di coordinamento in termini di tempi e modi fra tutti i vari attori coinvolti, promuovendo così una qualità e una pianificazione decisamente avanzata”.

Di fronte all’emergenza abitativa, dunque, il social housing si afferma come uno degli strumenti su cui puntano le istituzioni europee e nazionali. Dal passaggio, decisivo, avvenuto nel dicembre 2025, quando la Commissione europea ha lanciato il primo European Affordable Housing Plan, ad oggi, non cambia l’obiettivo: rispondere alle crescenti difficoltà dei cittadini nell’accedere a soluzioni abitative economicamente sostenibili, adeguate e di qualità.