Roma, 12 mag. (askanews) – I giorni del primo ministro britannico Keir Starmer a Downing Street, indebolito da mesi, potrebbero essere contati. Sui media britannici circolano svariati nomi di esponenti laburisti che potrebbero succedergli alla guida del governo. Ecco chi, al momento, sembra essere in pole position.
WES STREETING Il nome del Ministro della Sanità Wes Streeting viene spesso menzionato come possibile successore di Starmer. A differenza del primo ministro, questo quarantatreenne è considerato un comunicatore efficace. E’ stato una delle figure di spicco della campagna elettorale che ha riportato il Partito laburista al potere, con Keir Starmer alla guida, nel luglio 2024. Al Ministero della Sanità, Wes Streeting ha implementato numerose misure volte a ripristinare l’immagine dell’Nhs, il Servizio sanitario nazionale, che era stata compromessa da anni di tagli al bilancio, interminabili liste d’attesa e ripetuti scioperi dei medici.
Streeting, considerato un esponente dell’ala destra del partito, potrebbe tuttavia essere ostacolato dai suoi legami con Peter Mandelson, l’ex ambasciatore a Washington al centro dello scandalo Epstein che ha indebolito Keir Starmer. L’ex ministro ed ex ambasciatore a Washington è stato il suo mentore e lo ha sostenuto durante la prima campagna elettorale di Streeting nel 2015.
ANDY BURNHAM Membro dell’ala sinistra del Partito laburista, il sindaco della Greater Manchester Andy Burnham è il politico britannico più popolare e, secondo YouGov, l’unico in grado di attrarre elettori anche al di fuori del Partito laburista. Attualmente è anche il favorito dai bookmaker per succedere a Starmer.
Tuttavia, l’uomo soprannominato “il Re del Nord” si trova di fronte a un ostacolo importante: secondo le regole del Regno Unito, non può diventare primo ministro finché non avrà riconquistato un seggio in Parlamento. Un parlamentare, però, potrebbe ritirarsi da una roccaforte laburista, ottenendo così la possibilità di vincere un seggio. Questo processo richiederebbe diversi mesi, da qui l’idea, diffusa tra alcuni, di fare pressione su Starmer affinché si impegni a dimettersi a settembre.
A gennaio, mentre le richieste di dimissioni di Starmer si intensificavano, il primo ministro e i suoi sostenitori hanno bloccato la candidatura di Burnham alle elezioni suppletive nella sua regione, impedendogli di sfidare Starmer.
A 56 anni, questo veterano del partito aveva già tentato di conquistare la leadership laburista nel 2015, venendo sconfitto da Jeremy Corbyn.
Eletto sindaco della Greater Manchester nel 2017, è stato poi rieletto due volte in una città che compete con Birmingham per il titolo di seconda metropoli più grande della Gran Bretagna dopo Londra. ANGELA RAYNER La donna che ha ricoperto la carica di vice primo ministro e ministro dell’Edilizia abitativa fino a settembre 2025 è una figura popolare nell’ala sinistra del Labour. A 46 anni, si distingue dagli altri candidati per le sue umili origini. Ha abbandonato gli studi da adolescente e non ha una laurea.
L’ascesa di Rayner, nota per la sua schiettezza, si è bruscamente interrotta lo scorso settembre, quando si è dimessa dopo aver ammesso di non aver pagato tutte le tasse dovute per l’acquisto di un appartamento.
Alcuni dei suoi critici ritengono, tuttavia, che una sua ascesa a sinistra a Downing Street potrebbe costringere il Partito laburista a indire elezioni generali prima della data prevista del 2029.
GLI OUTSIDER: I NOMI DI COOPER ED HEALEY Sebbene questi tre nomi siano i più citati, altri potrebbero emergere a seguito di quello che si preannuncia un processo di nomina caotico. Manovre dietro le quinte e lotte intestine potrebbero ulteriormente danneggiare l’immagine del Labour, proprio come hanno fatto con i Conservatori quando i loro primi ministri si sono succeduti a ritmo serrato dopo il referendum sulla Brexit del 2016.
Tra i potenziali sostituti figurano personalità considerate di consenso, come il ministro della Difesa John Healey e il ministro delle Forze Armate Al Carns. E’ riemerso anche il nome di Ed Miliband, ministro dell’Ambiente che ha guidato il Partito laburista dal 2010 al 2015.
Tra i nomi menzionati si trovano anche diverse donne, tra cui il ministro degli Esteri Yvette Cooper, il ministro dell’Interno Shabana Mahmood e persino la parlamentare ed ex Segretario di Stato Catherine West, che ha in parte contribuito all’attuale crisi minacciando, lo scorso fine settimana, di indire elezioni interne per sostituire Starmer.
