Milano, 12 mag. (askanews) – Stellantis è aperta ad altre partnership industriali, “anche con altri” oltre ai cinesi di Leapmotor, e non intende procedere a chiusure drastiche di marchi. Lo ha indicato il Ceo Antonio Filosa intervenendo al Future of the Car Summit del Financial Times, in vista dell’Investor Day del 21 maggio.
Filosa ha spiegato che le partnership saranno parte integrante della futura strategia del gruppo e potranno riguardare tecnologia, catena di fornitura e utilizzo della capacità produttiva. Stellantis, ha detto, è attrattiva grazie alla presenza geografica, alla scala industriale e ai marchi “incredibilmente forti”.
Il manager ha citato Leapmotor, con cui Stellantis ha appena annunciato l’intenzione di ampliare la collaborazione anche alla produzione in Europa, ma ha aggiunto che “ci sono molte cose che si possono fare” anche con altri partner. Ha ricordato inoltre la storica partnership con Koç in Turchia attraverso Tofas.
Sul fronte dei brand, Filosa ha respinto l’idea di tagli drastici al portafoglio marchi. “Un brand resta perché c’è un cliente che lo vuole”, ha spiegato, avvertendo che eliminare marchi rischierebbe di spingere quella clientela verso i concorrenti.
Più che ridurre il numero dei brand, secondo il Ceo il punto è combinare “allocazione efficiente del capitale” e strategie dedicate a ciascun marchio. Filosa ha inoltre escluso un “rischio reale di disintegrazione” del gruppo e ha assicurato che Stellantis presenterà all’Investor Day “un chiaro percorso di crescita sostenibile e profittevole”.
Il manager ha ribadito che il gruppo resta “fermamente” convinto sull’elettrico, ma con una transizione diversa per regione: in Europa cresce la domanda di piccole Bev, anche per effetto della guerra in Iran, mentre negli Usa i clienti chiedono soprattutto ibride, range extender e motori termici.
Filosa ha sollecitato infine decisioni rapide in Europa su un quadro normativo per il Made in Europe e per le piccole elettriche accessibili. Per queste vetture, ha spiegato, serve un regime specifico che eviti costi regolatori aggiuntivi e preveda anche supercrediti.
