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Stellantis, Filosa: per nuovo modello a Mirafiori serve competitività

Parigi, 12 ott. (askanews) – Stellantis non esclude l’arrivo di un secondo modello a Mirafiori, ma per nuove produzioni nello stabilimento torinese servono condizioni industriali più competitive, a partire dal costo dell’energia e dalla logistica. Il ceo Antonio Filosa, durante un incontro con la stampa italiana al Salone dell’Auto di Parigi, ha raffreddato gli entusiasmi suscitati dalle dichiarazioni di Arnaud Belloni, che aveva aperto all’ipotesi di produrre a Torino una nuova vettura nello stile della Citroën 2CV. Una possibilità ancora da valutare alla luce dei costi industriali italiani, ma accolta favorevolmente da sindacati e istituzioni locali.

“A noi piace molto Mirafiori, piace molto la 500 che stiamo facendo e ci piace molto poter lavorare su ampie soluzioni per quello stabilimento. Però abbiamo bisogno che le istituzioni ci aiutino in quelli che sono i prerequisiti necessari per essere industrialmente competitivi”, ha spiegato Filosa. Il Ceo ha ricordato che il costo dell’energia in Italia è più del doppio rispetto alla Spagna. Il confronto con il governo e le amministrazioni locali “è molto positivo, adesso abbiamo bisogno che le iniziative diventino realtà”, ha ribadito Filosa in un’intervista ad Askanews. Intanto la produzione italiana, secondo il manager, è aumentata di circa il 30% e Mirafiori dovrebbe chiudere il 2026 con volumi doppi rispetto allo scorso anno. “Non dico che i problemi sono stati risolti, però alcuni numeri stanno andando nella direzione corretta”, ha osservato.

Il responsabile di Stellantis per l’Europa allargata, Emanuele Cappellano, ha ricordato che il complesso di Mirafiori conta circa 12mila addetti, considerando anche ingegneria, trasmissioni eDct, batterie ed economia circolare. “Il futuro di Mirafiori per noi è centrale”, ha assicurato.

Il Salone di Parigi rappresenta per Stellantis una vetrina per rilanciare la propria presenza europea e presentare le novità del piano Fastlane 2030. Il gruppo è presente con otto marchi, oltre 60 vetture e nove concept, tra cui la reinterpretazione della Citroën 2CV, che secondo Filosa è “molto vicina ad entrare in produzione”. Altri prototipi, come Peugeot Rcz Vision, Fiat Multiplay e Alfa Romeo Cuorerosso, anticipano soluzioni stilistiche e tecnologiche destinate ai futuri modelli.

Sul fronte industriale italiano, Filosa ha confermato la ripresa di Melfi con Jeep Compass, Lancia Gamma e DS, dopo un lungo periodo di contrazione produttiva. Il futuro dello stabilimento lucano comprende anche una nuova Alfa Romeo C-Suv prevista a fine 2027, che riprenderà alcuni elementi stilistici del concept Cuorerosso. Quanto a Maserati, il Ceo ha riconosciuto che Modena e Cassino producono troppo poco per mancanza di prodotto. “Su Maserati non possiamo più sbagliare”, ha avvertito, rinviando al piano strategico del Tridente che sarà presentato a dicembre.

Filosa ha inoltre confermato la strategia di espansione attraverso partnership industriali. Con Tata sarà sviluppata una nuova Jeep per diversi mercati a partire da quello indiano, mentre le collaborazioni con i gruppi cinesi Leapmotor e Dongfeng prevedono una localizzazione produttiva anche in Europa, in linea con il Made in Europe.

Sulle regole europee Filosa ha chiesto un fronte comune tra i costruttori, maggiore flessibilità sulle emissioni di CO2, soprattutto per i veicoli commerciali, e una rapida approvazione del Made in Europe. Il recente accordo tra Ue e Cina su tetti all’importazioni di ibride rappresenta “un primo passo” verso una maggiore protezione dell’industria automobilistica europea, anche se restano da chiarire i dettagli.

La giornata di apertura del Salone ha visto anche la visita del presidente francese Emmanuel Macron agli stand Stellantis di Citroën, Peugeot e DS Automobiles. Accompagnato dal presidente del gruppo John Elkann, da Filosa e Cappellano, Macron si è soffermato in particolare sul nuovo concept Citroën 2CV e sulle novità dei marchi francesi.