Milano, 6 ott. (askanews) – La produzione Stellantis in Italia torna a crescere dopo il crollo del 2025, ma resta lontana dai livelli degli anni precedenti e con forti differenze tra gli stabilimenti. Nei primi nove mesi del 2026 sono stati prodotti 340.745 veicoli, il 28,3% in più rispetto a un anno fa: le autovetture sono salite del 36,7% a circa 207mila unità e i veicoli commerciali del 17,3% a 134mila.
La Fim-Cisl stima per l’intero anno circa 450mila veicoli, contro i 380mila del 2025 e i 500mila indicati in precedenza, con la revisione legata soprattutto ai fermi e ai minori ordinativi della 500 ibrida a Mirafiori.
“La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni”, ha detto il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, sottolineando però che il gruppo resta lontano dall’obiettivo di un milione di veicoli indicato ai tavoli ministeriali. L’uso degli ammortizzatori sociali è calato di oltre il 30%, anche per la riduzione dell’occupazione.
La criticità maggiore resta Cassino, unico stabilimento di assemblaggio auto ancora in calo: 8.897 vetture (-37,1%) nei nove mesi, fra Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale. L’attività è ridotta a 5-6 giornate al mese e l’organico è sceso a circa 2.120 addetti. La Fim stima per l’intero anno circa 12mila vetture. “La situazione sta diventando veramente insostenibile”, ha affermato Uliano.
Stellantis ha confermato che Giulia e Stelvio resteranno in produzione per tutto il 2027 con una serie speciale e che nello stesso anno arriverà la nuova Maserati Grecale. Il futuro di Cassino, insieme a quello di Modena, sarà però delineato nel piano Maserati atteso a dicembre, quando sono previste anche indicazioni sulle partnership per il marchio del Tridente. Secondo indiscrezioni stampa, sarebbero allo studio accordi con i gruppi cinesi Jac e Huawei. Sul partner “al momento non abbiamo notizie neanche della nazionalità”, ha detto Uliano.
A Mirafiori la produzione è salita del 151,1% a 46.323 vetture grazie alla 500 ibrida, ma il rallentamento del terzo trimestre, gli stop per mancanza di materiali e la minore domanda portano la Fim a stimare circa 60mila unità nel 2026, contro le 100mila previsti da Stellantis per la sola 500 ibrida. “Bisogna riflettere su un nuovo modello”, ha ribadito Uliano.
A Pomigliano sono state prodotte 103.500 auto, di cui 92mila Panda e 11.500 Tonale, con 68 giorni di contratto di solidarietà sulla linea Tonale/Hornet e 34 sulla Panda. Per la Fim le tre nuove e-Car, per le quali non è stato comunicato il partner, dovranno arrivare prima dell’uscita del Tonale, per il quale “non abbiamo ad oggi una definizione di una data di termine della produzione”.
Melfi ha recuperato il 77,2% a 47.580 vetture grazie soprattutto alla nuova Jeep Compass. La produzione del nuovo C-Suv Alfa Romeo prevista entro il 2028, secondo Uliano è “molto probabile” che inizi già a fine 2027.
In crescita Atessa (+17,3%, senza contratto di solidarietà da luglio) e Modena, salita da 75 a 645 Maserati. Resta “sotto osservazione e sotto pressione” Termoli, dove cambi eDct e motori Gse Euro 7 “non danno una garanzia di prospettiva”: sulle batterie per Uliano è “molto più probabile un’operazione come quella di Catl in Spagna” che una riproposizione di Acc.
Il 15 ottobre la direzione Stellantis incontrerà i sindacati per fare il punto sul piano industriale. La Fim chiederà risposte soprattutto su Cassino, Mirafiori e Termoli. Sul fronte Ue, Uliano giudica la revisione delle regole sulle emissioni “un primo elemento positivo”, ma chiede di rafforzarla con il principio della neutralità tecnologica, senza mettere a rischio gli investimenti già fatti sull’elettrico.

