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Stellantis: utile 2024 -70%. Elkann: Miglioreremo nel 2025

Milano, 26 feb. (askanews) – Stellantis chiude il 2024 segnato dalla fine dell’era Tavares con un tonfo dell’utile netto del -70% a 5,5 miliardi di euro e guarda al 2025 come a un anno di ripresa grazie anche al lancio di 10 nuovi modelli con varianti ibride per riconquistare quote di mercato, tornare a una crescita profittevole e generare cassa, dopo aver bruciato 6 miliardi lo scorso anno. Confermata la distribuzione di un dividendo pari a 0,68 euro (1,55 nel 2023), grazie anche a 300 milioni incassati dalla cessione della maggioranza di Comau.

Per correggere la rotta però ci vorrà tempo: il secondo semestre sarà più forte del primo, ha detto il Cfo durante la call con gli analisti aprendo a un possibile buy back nella seconda parte dell’anno. E comunque per l’intero anno il margine operativo (Aoi) è atteso sui livelli del 2024 (5,5%), lontano dalla doppia cifra promessa da Tavares. Negativa la reazione in Borsa: Stellantis ha chiuso in calo del 4% a 12,9 euro nonostante il +1,3% del Ftse Mib che toccato nuovi record. La perdita negli ultimi 12 mesi sfiora il 50%.

“Il 2024 non è un anno di cui siamo fieri, ora il nostro focus è su una crescita profittevole, con l’obiettivo di guadagnare quote di mercato, e sull’impegno a ricostruire la fiducia con tutti gli stakeholder”, ha detto il presidente John Elkann durante la call.

A pesare sui conti 2024, il calo nei principali mercati Usa e Ue. Negli Usa il risultato operativo è diminuito dell’80% a 2,6 miliardi di euro anche per gli sconti applicati per ridurre le scorte che sono diminuite oltre le attese a 304mila unità (20%). In Europa invece l’utile operativo ha registrato un calo del -63%, mentre la quota di mercato a gennaio ha toccato un minimo del 16%. Fra i costi che hanno impattato maggiormente i conti 2024, spiccano 1,6 miliardi di euro principalmente per gli esuberi e gli 800 milioni per i richiami Ue legati agli airbag Takata, tornati protagonisti a febbraio con un un massiccio richiamo in Francia.

Fra i principali nodi da sciogliere, c’è la nomina del prossimo Ceo. “Ci sono candidati esterni ed interni eccellenti, i colloqui procedono in modo molto incoraggiante. Cerchiamo un leader che capisca di finanza e tecnologia e che sappia lavorare in modo unito con azionisti e stakeholder. Confermiamo che la decisione sarà presa nel primo semestre”, ha detto Elkann che ha voluto comunque ringraziare anche Tavares. “E’ anche grazie al suo contributo che abbiamo costruito Stellantis”, ha detto.

Altro capitolo da affrontare è quello delle norme Ue sull’auto. “Sono norme severe e contraddittorie. Stiamo dialogando con l’Ue per valutare cosa capiterà prima e dopo il 2035”, ha detto Elkann. Riguardo invece l’ipotesi di tariffe Usa sulle auto “stiamo valutando diversi scenari, siamo pronti, ma è presto per prevedere effetti”, ha spiegato il presidente Stellantis.

Negativa la reazione dei sindacati in Italia che hanno definito la situazione drammatica e chiesto un cambio di rotta e maggiori investimenti. A preoccupare anche la situazione di Maserati che ha chiuso il 2024 con una perdita operativa di 260 milioni di euro e consegne e ricavi dimezzati.