Roma, 9 gen. (askanews) – Accusati di omicidio colposo, i due gestori del Le Constellation – il locale nella località sciistica svizzera di Crans Montana, dove 40 persone sono morte e altre 116 sono rimaste ferite nella strage di Capodanno – sono stati ascoltati per la prima volta in qualità di indagati, questa mattina. I coniugi Jaques e Jessica Moretti sono arrivati poco prima delle 8 all’Ufficio centrale del pubblico ministero del Vallese, come ha riferito la Rts (Radio televisione svizzera). Presenti sul posto una cinquantina di giornalisti svizzeri, italiani e francesi.
Accompagnati dai loro avvocati, i due gestori sono stati scortati dalla polizia, che li ha aiutati a entrare nell’edificio. Malgrado le numerose domande dei giornalisti, i coniugi non hanno rilasciato dichiarazioni. Come pure i loro tre avvocati.
I proprietari del Constellation devono rispondere di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Dalle 8 sono stati interrogati sulla loro situazione personale. Rts ha chiarito che oggi non saranno ascoltati sui fatti avvenuti durante la notte di San Silvestro, in cui hanno perso la vita anche sei cittadini italiani e ne sono rimasti feriti altri undici.
Dalle 8 circa di questa mattina, la coppia di francesi è stata interrogata sulla situazione personale. Le tre procuratrici che hanno convocato i coniugi mirano in particolare a fare maggiore chiarezza sul patrimonio immobiliare dei due.
Salvo imprevisti, confermano i media svizzeri, i proprietari del locale – che aveva la licenza come bar – non saranno ascoltati oggi sui fatti, vale a dire sulle cause che potrebbero aver portato alla morte di quaranta persone, oltre la metà delle quali di età inferiore ai 18 anni.
Diversi avvocati delle vittime, ha confermato Rts, possono assistere all’audizione.
Tutta la Svizzera è chiamata oggi, nel giorno di lutto nazionale, a rendere omaggio alle giovani vittime dell’incendio che ha devastato la stazione sciistica svizzera di Crans-Montana la notte di Capodanno, provocando 40 morti e 116 feriti.
Le autorità federali e le chiese svizzere hanno invitato il pubblico a osservare un minuto di silenzio alle 14. Le campane delle chiese suoneranno poi in tutto il territorio alpino.
Contemporaneamente, si terrà una cerimonia commemorativa a Martigny, una cittadina nella valle del Rodano, non lontano da Crans-Montana. Si prevede che la capienza e le condizioni meteorologiche del locale saranno più favorevoli rispetto alla stazione sciistica vallesana, imbiancata dalla neve da giovedì sera, ma anche gli abitanti di Crans-Montana potranno seguire le cerimonie grazie a maxischermi.
“La pausa che tutta la Svizzera è invitata a osservare venerdì alle 14 simboleggia il lutto che unisce il Paese alle famiglie e agli amici direttamente colpiti”, ha annunciato il governo in un comunicato. Francia e Italia, particolarmente colpite dalla tragedia, con rispettivamente nove e sei morti e numerosi feriti, saranno rappresentate dai presidenti Emmanuel Macron e Sergio Mattarella. È atteso anche il primo ministro belga Bart De Wever.
In totale, 19 nazionalità sono state colpite dal disastro, che ha causato 40 vittime, metà delle quali minorenni, e 116 feriti. Secondo l’ultimo conteggio, 83 feriti rimangono ricoverati in ospedale in Svizzera e nei reparti grandi ustionati in Francia, Italia, Germania e Belgio.
