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giovedì, 22 Gennaio, 2026
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Su antisemitismo Pd non trova sintesi, riformisti non firmano ddl Giorgis

Roma, 22 gen. (askanews) – Sull’antisemitismo il Pd non trova la sintesi, il testo ‘ufficiale’ presentato da Andrea Giorgis ai senatori in risposta a quello ‘sconfessato’ di Graziano Delrio non convince molti dei ‘riformisti’ cofirmatari del testo dell’ex ministro. Alla fine lo stesso Delrio non firma il testo Giorgis, insieme a Sandra Zampa, Simona Malpezzi, Walter Verini, e dell'”indipendente” Pier Ferdinando Casini, mentre dicono sì Antonio Nicita (che già a dicembre aveva ritirato la firma dal Delrio), Alessandro Alfieri e Alfredo Bazoli, che però rivendica anche la firma sul testo Delrio.

Due, nel merito, i punti su cui ci si divide. Innanzitutto la definizione di antisemitismo: il Ddl Delrio usa quella dell’Ihra(International holocaust remembrance alliance), che secondo la maggioranza Pd – e anche secondo diversi intellettuali – rischierebbe di criminalizzare qualunque forma di dissenso verso Israele. Nel testo Giorgis si utilizza una formula ripresa dalla ‘Dichiarazione di Gerusalemme’, documento che recita: “Antisemitismo è discriminazione, pregiudizio, ostilità e violenza contro gli Ebrei in quanto Ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)”.

Nel testo Giorgis, però, la frase viene riformulata ed estesa non solo agli atti contro gli ebrei ma resa valida per tutte le discriminazioni: “Sono considerati atti ed espressioni d’odio e di discriminazione gli atti e le espressioni di pregiudizio, ostilità o violenza contro le persone in quanto appartenenti a una determinata confessione religiosa, etnia, nazionalità o a un determinato popolo, nonché gli atti e le espressioni d’odio e di discriminazione fondati sull’attribuzione di caratteristiche riferite alla costruzione sociale, culturale e politica designata dal termine razza”.

Proprio questo non piace ai firmatari del Ddl Delrio, come spiega la Malpezzi: “Non ho firmato perché continuo a pensare che la specificità dell’antisemitismo sia tale che serve una legge specifica. L’odio nei confronti degli ebrei è aumentato al punto che alcuni rinunciano a esporre i loro simboli in pubblico. E’ un problema che riguarda la libertà nel nostro paese”. E Zampa aggiunge: “Se tutti riconosciamo che l’anti-semitismo è un problema a sé stante, non puoi poi fare una proposta di legge in cui si parla di tutto. C’è un problema molto serio nella sinistra, che il 7 ottobre ha fatto esplodere: si arriva a dire ‘me ne occupo purché non sembri che me ne occupo’”.

C’è chi ha firmato entrambi i Ddl, come Bazoli: “Considero il ddl Delrio una proposta convincente che permette di affrontare un tema che non può essere eluso. La soluzione che propone – il richiamo a Ihra – è convincente, è la più universalmente accettata”. D’altro canto, aggiunge, “ho anche apprezzato lo sforzo di Giorgis di mettere insieme posizioni diverse e considero importante che il Pd presenti una sua proposta di legge. Poi sono vice-capogruppo, se c’è una proposta che cerca di tenere insieme il gruppo…”.

L’autore del testo ‘ufficiale’ del Pd, Giorgis, replica: “E’ un testo che cerca di unire e di offrire un contributo il più efficace possibile per contrastare l’antisemitismo. Cerchiamo di unire non solo il Pd, vogliamo superare una contrapposizione che c’è anche nel dibattito pubblico. Vogliamo concentrare l’attenzione sul merito delle azioni per prevenire e contrastare la terribile piaga della diffusione dell’antisemitismo e dei discorsi di odio e razzismo”. E, sottolinea Giorgis, “viene riconosciuta la specificità dell’antisemitismo, nell’articolo 3 e 4”.

La discussione per ora si chiude così, ma dalla prossima settimana ci saranno altre mediazioni da trovare. Perché il 27 gennaio verrà adottato il testo base, realisticamente quello del leghista Massimiliano Romeo, e il Pd dovrà decidere quali emendamenti presentare e quale atteggiamento tenere nel voto, come spiega lo stesso Bazoli: “Da martedì, col testo base, inizia un altro film: bisognerà confrontarsi col centrodestra su quel testo. Ho proposto di trovare una mediazione da proporre al centrodestra: lavorare ad una definizione di antisemitismo, introducendo anche le altre forme di discriminazione di odio etnico, razziale e via dicendo”.