Roma, 2 gen. (askanews) – Si intitola “Sub Rosa”, in programma fino al 29 marzo negli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj, (via del Corso, 305) a Roma, la mostra di Silvia Giambrone. Nelle sue opere il tempo sembra spegnersi per dirottare la luce verso i processi interiori più profondi del mondo femminile. Questa artista è l’unica ad aver esposto opere a Versailles.
Nella Galleria degli Specchi alcuni dei suoi lavori più iconici: i famosi grandi specchi ricoperti di cera da cui emergono inquietanti aculei, protesi pericolosamente verso l’esterno, a simboleggiare tormenti provocati da pervasive violenze domestiche non sempre denunciate e non sempre dissimulate. Pittrice e scultrice eclettica di origine siciliana, Giambrone stavolta torna a Roma con una mostra per riparlare delle verità nascoste dietro le pieghe di una apparente perfezione domestica.
L’ultima sua personale – intitolata Sub Rosa – è stata allestita dallo Studio Stefania Mischetti negli appartamenti segreti di Palazzo Doria Pamphili, a via del Corso. Sculture, lavori su carta, video ricordano ai visitatori come la rosa fosse considerata un simbolo di silenzio e di riservatezza.
A fianco di mobili antichi, suppellettili nobiliari, letti a baldacchino, porte intarsiate e soffitti affrescati Giambrone ha inserito opere potenti, capaci di spezzare l’apparente armonia. Un cuscino di plastica e spine, un vaso di rose ingabbiato in una struttura metallica, specchi ricoperti di spine, orologi imbragati. Giambrone accompagna il visitatore per mano in un percorso culturale e simbolico indicando proprio quegli oggetti traditori che sono “mimetici nella dimensione estetica ma dissidenti nella funzione” e che, ha spiegato l’artista, si fanno portatori di senso in quanto non neutrali, anzi capaci di svelare e testimoniare storie e narrazioni.
