Roma, 24 set. (askanews) – Un freno agli investimenti senza reali vantaggi per la salute e per l’economia. Potrebbero essere questi gli effetti della Sugar tax, introdotta per la prima volta nel 2020 e che, come una spada di Damocle, continua a minacciare l’intero settore delle bibite analcoliche. Nonostante il quasi certo slittamento dell’entrata in vigore, precedentemente previsto per l’1 Gennaio 2027, ASSOBIBE rimarca la preoccupazione che la Sugar tax desta per l’intera filiera.
L’intervista al Presidente ASSOBIBE, Giangiacomo Pierini: “La presenza di questa tassa è sicuramente un freno per le tantissime multinazionali che vogliono investire nel nostro Paese. La Sugar tax pesa moltissimo anche sulle piccole e medie imprese. Il 64% delle imprese aderenti ASSOBIBE sono piccole e medie imprese italiane. Tale percentuale viene giustificata dall’elevata produzione dei territori italiani: le spume o il caffè freddo frizzante calabrese, solo per citarne alcuni”.
Le parole del Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Marcello Gemmato: “Il tema è quello della riduzione del consumo consapevole degli zuccheri, che può essere raggiunto non tramite la tassazione bensì attraverso l’informazione. Vi è necessità di comunicare i corretti stili di vita alimentari e puntare sulla prevenzione basata non sulla tassazione, ma su una più diffusa consapevolezza dei pericoli legati all’assunzione, in maniera impropria, di determinate sostanze quali gli zuccheri”.
Nata con finalità sanitarie, la Sugar tax viene oggi definita come ingiusta e controproducente, vista la frenata degli investimenti, da parte delle multinazionali, che ne deriverebbe.
Il commento del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sandra Savino: “Per dare una certezza alle imprese è necessario che la proroga dell’entrata in vigore della Sugar tax non diventi perpetua nel tempo. L’impresa, per fare programmazione, ha necessità di certezze. È chiaro che, coerentemente con la linea adottata dal mio Partito nei confronti della Sugar tax, il nostro obbiettivo è l’annullamento della tassa”.
Dando uno sguardo ai numeri, l’impegno da parte delle aziende è evidente: negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dai protagonisti del comparto è stato ridotto del 44%, con un aumento esponenziale delle bibite sugar free. Il messaggio lanciato dall’incontro è chiaro: continuare l’impegno da parte di tutte le componenti per ridurre i rischi per la salute, con la necessità di soluzioni alternative alla Sugar tax.

