HomeAskanewsSuppletive Camera, a Reggio Calabria prima sfida di Vannacci al centrodestra

Suppletive Camera, a Reggio Calabria prima sfida di Vannacci al centrodestra

Roma, 26 set. (askanews) – Dopo lo spoglio forse qualcuno azzarderà la dichiarazione di prammatica “è solo una elezione locale”, ma il voto a Reggio Calabria per eleggere il deputato che prenderà a Montecitorio il posto di Francesco Cannizzaro potrebbe avere conseguenze bel al di là dei confini della città metropolitana. Sono 71 i comuni interessati, poco meno 350mila gli elettori chiamati alle urne, anche se i precedenti nelle elezioni suppletive per un solo seggio in Parlamento lasciano prevedere una affluenza modesta; il record, secondo le statistiche pubblicate da Openpolis, spetta al collegio di Napoli: nel 2020, per eleggere senatore Sandro Ruotolo in una lista unitaria di centrosinistra si mobilitò il 9,52 per cento degli aventi diritto.

Cannizzaro è in carica come sindaco di Reggio dal 4 giugno scorso. I suoi concittadini gli hanno tributato un consenso quasi plebiscitario, oltre il 65 per cento dei voti validi. È anche sindaco della città metropolitana ed è stato recentemente riconfermato segretario regionale di Forza Italia. Con il suo sostegno e quello del presidente della Regione Roberto Occhiuto (vicesegretario nazionale di FI), il candidato del centrodestra Fabio Roscioli, avvocato romano, tesoriere nazionale del partito azzurro, è il favorito d’obbligo. Il candidato è storicamente legato alla famiglia Berlusconi ma Cannizzaro ha precisato più volte di avere scelto personalmente Roscioli, smentendo le voci di pressioni da parte di Marina Berlusconi a favore del suo uomo di fiducia.

A rimettere in discussione il risultato è stata la mossa di Roberto Vannacci, fondatore di Futuro nazionale, che invece di proporre un candidato di bandiera ha compiuto un’incursione nel campo del centrodestra: il suo candidato è Domenico Giannetta, medico e dirigente sanitario, passato direttamente da fare il capogruppo di Forza Italia alla Regione Calabria a rappresentare l’estrema destra del “generale”. Tra i due litiganti a destra il terzo che spera di godere come recita un detto popolare, è Francesco Antonio Benedetto, detto Frank. Un lontano passato di consigliere comunale della Margherita e quindi del Pd, un prestigioso curriculum come cardiologo e come ricostruttore della cardiochirurgia locale (è stato commissario e direttore generale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli”). Con lui il campo largo, anzi “larghissimo”, dice il senatore Nicola Irto, segretario regionale dem, dai 5 stelle fino ai centristi di Casa riformista. C’è anche un quarto candidato, Francesco Toscano di Democrazia sovrana e popolare, una piccola forza anti-europeista che alle regionali non ha raggiunto l’1 per cento.

FnV è una novità assoluta nel panorama politico nazionale e anche le previsioni sul voto, in una tornata che potrebbe essere disertata dalla maggioranza degli elettori, vanno prese con le pinze, ma nei giorni scorsi la tensione è salita fra il centrodestra e Vannacci: all’accusa lanciata in piazza dal leader del neonato partito (“vi trattano come somari”, ha detto ai cittadini di Reggio) ha replicato in modo piuttosto colorito, il sindaco Cannizzaro: “Cornuto tu e chi non te lo dice”, ha tuonato in dialetto dal palco del suo comizio elettorale. Il centrosinistra sta a guardare, nel Pd ci sono due versioni: un parlamentare vicino alla segretaria nazionale giura che i sondaggi riservati proiettano il candidato di Vannacci addirittura vicino al 20 per cento e che quindi Benedetto è molto vicino alla vittoria; nel partito calabrese c’è maggiore cautela: “Questi (intesi come partiti del centrodestra e in particolare Forza Italia, ndr) controllano tutto, dalla Regione al Comune, non credo che possa accadere, sarebbe una catastrofe per loro se perdessero queste suppletive”. In quel caso, appunto, chi provasse a parlare di valore esclusivamente locale del risultato elettorale rischierebbe di essere travolto dalla lettura predominate su giornali e talk show: perché Vannacci avrebbe dimostrato di possedere una sorta di golden share sul centrodestra. Senza Fnv, condannato a perdere perfino in un feudo azzurro apparentemente inespugnabile. Un quarantotto, per la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Per converso, un risultato deludente di Vannacci, addirittura sotto il 10 per cento nonostante Giannetta, il candidato locale forte e radicato, “scippato” a Forza Italia, rappresenterebbe per l’europarlamentare ex vicesegretario leghista la prima vera battuta d’arresto in questa stagione di crescita apparentemente inarrestabile, almeno nella notorietà, che lo ha visto protagonista nei talk show e nei sondaggi.

Si vota domenica 27 dalle 7 alle 23 e lunedì 28 settembre dalle 7 alle 15, lo spoglio inizierà immediatamente alla chiusura delle urne.