Bergamo, 8 giu. (askanews) – Nel contesto di Pedagogia della Speranza la GAMeC di Bergamo presenta Tabula Plena, una mostra di Fosbury Architecture (Giacomo Ardesio, Alessandro Bonizzoni, Nicola Campri, Veronica Caprino e Claudia Mainardi) e Claire Fontaine (Fulvia Carnevale e James Thornhill) concepita come un laboratorio permanente che trasforma fino al 18 ottobre 2026 la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in uno spazio di incontro e produzione di conoscenza condivisa. La piattaforma laboratoriale è stata concepita in relazione al pensiero multidisciplinare del pedagogista brasiliano Paulo Freire: l’educazione è un processo di emancipazione attraverso cui i soggetti non ricevono passivamente il sapere – da qui il titolo della piattaforma, in opposizione al concetto di tabula rasa – ma lo costruiscono criticamente, sviluppando consapevolezza del proprio ruolo nel mondo e della possibilità di trasformarlo. Il progetto nasce dalla convinzione che il museo contemporaneo non sia solo un luogo di conservazione ed esposizione, ma uno spazio di apprendimento, dialogo e trasformazione, capace di accogliere pubblici diversi e di attivare processi di conoscenza condivisa.
Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC, ha presentato ad askanews il progetto: “Tabula plena è un display pedagogico ed è un progetto nato dalla collaborazione tra Fosbury Architecture e Claire Fontaine, quindi due collettivi che insieme costituiscono un unico grande gruppo di lavoro che poi si moltiplica ai soggetti che sono stati coinvolti nei laboratori, che questa piattaforma include e ingloba e che andranno avanti per diversi mesi incontrando quotidianamente visitatori e visitatrici che saranno tutti interrogati, stimolati a riflettere sui temi della pedagogia e dell’educazione”.
La progettazione della piattaforma ha coinvolto anche adolescenti e giovani di tredici classi di scuole di diverso ordine e grado della città e della provincia di Bergamo nei mesi antecedenti l’apertura. Attraverso un ciclo di laboratori ideati da Fosbury Architecture e condotti dalle educatrici della GAMeC, gli studenti e le studentesse hanno esplorato significati, interpretazioni e possibilità espressive legate ai temi proposti, traducendoli in glifi disposti sulla superficie nera della piattaforma, a ricordare la lavagna, elemento iconico della vita scolastica. Giacomo Ardesio del collettivo Fosbury Architecture ha descritto la piattaforma: “Uno strano oggetto calato all’interno del Palazzo della Ragione nasce dal tentativo di conciliare moltissime istanze. Quello che abbiamo effettivamente fatto è stato di mediare, aggiustare, scavare, creare delle situazioni diverse proprio per accogliere tutte e quante queste istanze. Partiva da una necessità della GAMeC, un’altra traiettoria è stata quella del lavoro direttamente sulla componente iconografica, quindi sui glifi. Ciò è avvenuto tramite proprio una serie di collaborazioni con delle scuole di Bergamo di diverso ordine e grado. Un terzo layer invece è la collaborazione con gli artisti, Claire Fontaine”.
L’installazione sospesa sopra la piattaforma si compone di cinque sculture luminose che riproducono delle emoji. Fulvia Carnevale del collettivo Claire Fontaine: “Tutto è molto rapido. Qui c’è un rallentamento che ci chiede di fermarci, giocare, pensare, liberarci, emanciparci. Tutte queste cose hanno una durata molto più estesa delle nostre operazioni quotidiane, perché sono in qualche modo delle operazioni di rifunzionalizzazione della soggettività. Questi oggetti sono defunzionalizzati, le immagini degli emoji, nel senso che non sono più interattive, non le possiamo più usare schiacciando su di loro e mandandole a qualcuno. Sono ferme qui, illuminate, c’è proprio un’intenzione, un’idea di far vedere le cose diversamente, anche le cose che fanno parte della nostra comunicazione più banale”. L’intervento si configura così come un dispositivo di unlearning, che invita a disimparare abitudini consolidate e automatismi acquisiti per aprire nuovi spazi di consapevolezza critica.
Nello spazio di Palazzo della Ragione saranno attivi tre laboratori permanenti. Numero Cromatico attraverso la combinazione di un insieme di tessere messe a disposizione su lavagne magnetiche, mostra la molteplicità delle configurazioni possibili e mette in luce come gli algoritmi non siano predeterminati, ma costruzioni umane frutto di scelte strategiche. Busillis il laboratorio realizzato con l’URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite) di Sabrina D’Alessandro lavora sull’interpretazione soggettiva e sull’immaginazione come forme di conoscenza al pari di quelle tradizionali e istituzionali a partire da un archivio di oggetti insoliti e parole rare. Parliamo di Educazione, l’attività sviluppata insieme ad Adelita Husni Bey, invita a interrogare un insieme di definizioni di parole che appartengono al mondo della scuola e dell’educazione per riconoscerne e metterne in discussione le contraddizioni.
Lorenzo Giusti: “Il Palazzo della Ragione, da quando abbiamo iniziato ad abitarlo con progetti sempre site specific di varia natura, è gratuito e accessibile a tutti. A maggior ragione è importante che lo sia quest’anno, dove al centro non vi è un’opera d’arte in senso stretto, ma un progetto laboratoriale permanente”.
Giacomo Ardesio: “È una piattaforma non convenzionale, ci sono dei luoghi dove si può sostare, ci si può sedere e guardare gli affreschi o guardare l’opera di Claire Fontaine o esplorare lo spazio oppure ci sono dei tavoli su cui ci si può fermare e scrivere qualche cosa”.
Fulvia Carnevale: “Per noi è un emoji fondamentale perché è proprio l’oggetto regalo, cioè il gesto del regalo, perché non sappiamo che cosa contiene, quindi potrebbe essere anche la libertà che questa piattaforma invita le persone a cercare e a ritrovare”.
Pedagogia della Speranza è un progetto di GAMeC, con la direzione artistica di Lorenzo Giusti e la curatela di Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni, Irene Guandalini, Sara Tonelli e Rachele Bellini.
