Roma, 31 mar. (askanews) – Una “pace giusta” resta l’obiettivo e occorre continuare a fare pressione sul presidente russo Vladimir Putin perché comprenda che l’aggressione contro un paese vicino è “inaccettabile”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai microfoni di Rainews24 da Bucha, in Ucraina, dove si trova per la riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea a quattro anni dal massacro.
Secondo il ministro degli Esteri bisogna far capire a Mosca, “con le sanzioni, con tutte le iniziative che abbiamo preso”, che “non si può violare il diritto internazionale”. Tajani ha insistito sulla necessità di mantenere fermezza, indicando come obiettivo quello di ottenere risultati concreti sul terreno diplomatico e politico.
Il ministro ha anche sostenuto che la Russia non può vantare un vero successo militare, visto che “ha conquistato meno del 20% del territorio ucraino, quindi vuol dire che non c’è stato neanche un grande successo” sul terreno.Tajani ha poi espresso l’auspicio che la mediazione americana possa aiutare a raggiungere “l’obiettivo di una pace giusta”. “Naturalmente sosteniamo tutte le iniziative di pace ma siamo qui per testimoniare che l’Italia è vicina all’Ucraina”, ha aggiunto.
Il capo della diplomazia italiana ha quindi ribadito che “è difficile negoziare con Putin” e che, a suo giudizio, il presidente russo “non vuole la pace” e “spera di vincere una guerra che però non riesce a vincere”, ha detto Tajani.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha quindi espresso l’auspicio che Mosca comprenda che “questa carneficina non serve a nessuno” e che non solo l’Ucraina, ma anche “il popolo russo possa vivere in pace”, denunciando il numero elevato di morti e parlando di soldati russi “mandati al macello”.
