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mercoledì, 21 Gennaio, 2026
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(Tante) Fotografie per fermare la polvere d’oro che la vita

Milano, 13 dic. (askanews) – Una vita in 1200 fotografie, testimonianza di un intellettuale curioso, sempre in movimento, consapevole dell’impermanenza di ogni cosa. La Triennale Milano dedica a Ettore Sottsass la mostra “Mise en scne”, ricchissima raccolta di immagini del designer, scrittore e artista, curata anche dalla compagna Barbara Radice. “C’ questo senso del tempo che passa e va e va – ha detto ad askanews – forse ce l’abbiamo tutti. E poi c’ quella che lui chiama polvere d’oro, che la vita: allora lui voleva in qualche modo fermare la clessidra del tempo, cio un modo di dire per dire che voleva riuscire a fissare qualche cosa di quello che stava passando”.

Fissare i momenti, in qualche modo salvarli, ma anche, in un altro, ammettere che si pu solo accettare il flusso e lasciarsi trasportare, cercando nel frattempo di tenere gli occhi, o l’obiettivo della macchina fotografica, bene aperti. ” una storia sociale degli artisti e degli intellettuali degli ultimi trent’anni – ha aggiunto Stefano Boeri, presidente della Triennale – ma anche la storia di come una piccola Leica pu aver anticipato quello che oggi facciamo normalmente per accumulare in modo compulsivo le immagini sul nostro cellulare, ma al contempo una mirabile esplorazione di mondi sociali e geografici”.

La mostra, che molto intima, ma anche traversale a sufficienza da restituire forte la sensazione di intelligenza mobile di Sottsass, curata anche da Micaela Sessa, con l’art direction di Christoph Radl. E la semplicit dell’allestimento gioca un ruolo importante. “Niente cornici – ci ha detto – solo puntine da disegno e poi questa specie di continuit di racconto e mescolare, per esempio, Mick Jagger con il muratore di Filicudi”.

“Penso che non poteva essere diverso, proprio un racconto – ha aggiunto Barbara Radice a proposito dell’allestimento – mi piacciono molto anche queste foto grandi, questo tempio di Kanchipuram, credo, nel Tamil Nadu dove sembra di poter entrare, se cammini verso il tempio”. Insomma, un viaggio, di questo si ragiona e questo, probabilmente, stata sempre la vita di Ettore Sottsass, sia quando girava il mondo sia quando si fermava per raccontarlo nei suoi tanti modi.