Roma, 4 giu. (askanews) – La russa Mirra Andreeva centra la sua prima finale in carriera in uno Slam e si prende il Roland Garros 2026 con una prestazione solida e continua. La 19enne tennista, numero 8 del ranking e del seeding, supera in semifinale Marta Kostyuk con il punteggio di 6-1 6-3 in un’ora e 16 minuti di gioco, dominando l’incontro nella prima parte e resistendo al ritorno dell’avversaria nel secondo set.
Sulla terra rossa del Philippe-Chatrier di Parigi, Andreeva impone subito ritmo e profondità, approfittando di un avvio complicato di Kostyuk, condizionato da due doppi falli nel primo game. La russa conquista il break immediato e vola rapidamente sul 3-0, consolidando poi il vantaggio con grande solidità negli scambi da fondo. Kostyuk prova a reagire nel quinto game, annulla più palle break e riesce a muovere il punteggio, ma Andreeva mantiene il controllo e chiude il set 6-1 sfruttando gli errori dell’avversaria nei momenti chiave.
Nel secondo parziale Kostyuk alza il livello e prova a rientrare, ma Andreeva continua a essere aggressiva in risposta e precisa negli scambi. Il break iniziale indirizza nuovamente il set, con la russa che sale 2-0 e poi 3-0. La partita sembra in discesa, ma un passaggio a vuoto riapre il parziale: Andreeva concede il controbreak a zero e permette a Kostyuk di tornare fino al 4-3, approfittando di alcuni errori gratuiti e di una fase di maggiore tensione.
La reazione della 19enne russa, però, è immediata. Con un break pesante e una gestione lucida del game successivo, Andreeva ristabilisce le distanze e si porta sul 5-3. Nel momento decisivo non trema: alla prima occasione utile chiude il match con un diritto lungo della giocatrice ucraina e può festeggiare l’accesso alla sua prima finale Major.
“Sono ancora molto tesa e nervosa – ha detto Andreeva nell’intervista in campo con Marion Bartoli – lo ero anche prima del match: lei sta giocando una stagione incredibile sulla terra e sentivo molta la pressione. Sono estremamente felice. E molto soddisfatta per come ho giocato, per essermi presa la rivincita di Madrid e per essere nella mia prima finale Slam. Mai provate così tante emozioni tutte insieme! Oggi le condizioni erano molto difficili: non riuscivo a capire da che parte soffiasse il vento ma sono rimasta concentrata. Mi sono detta ‘stai tranquilla, non ti arrabbiare e, a prescindere dal risultato e dal punteggio continua a lottare'”. Conchita Martinez, il suo coach, qui ha giocato la finale nel 2000, battuta da Mary Pierce: “Non le farò domande: sta funzionando quello che stiamo facendo e siamo d’accordo che non cambieremo nulla. Guarderemo il match delle mie avversarie ma non vedo l’ora di tornare di nuovo in campo”.
In finale Andreeva attende la vincente della sfida tra Diana Shnaider e Maja Chwalinska, ultimo ostacolo prima della possibile conquista del titolo al Roland Garros. Nel suo percorso stagionale la giovane russa conferma un rendimento di altissimo livello sulla terra battuta, con numerose vittorie e una continuità che la porta per la prima volta a giocarsi un trofeo del Grande Slam.
