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venerdì, 30 Gennaio, 2026
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Tennis, Djokovic infinito: Sinner si arrende agli AO

Roma, 30 gen. (askanews) – Novak Djokovic torna in finale a Melbourne: Nole vince al 5° set 6-3, 3-6, 6-4, 4-6, 4-6 contro Sinner dopo oltre 4 ore di battaglia e conquista la 38^ finale Slam della carriera. Battuto un Sinner a cui non sono bastati i 24 ace e i 76 vincenti: l’azzurro paga il terribile 2/18 sulle palle break. Domenica contro Alcaraz, Djokovic andrà a caccia del 25° titolo Slam. Nole è infinito, Jannik è umano. L’undicesima sfida tra l’allievo e il maestro, dopo cinque vittorie consecutive del primo, se la aggiudica il 24 volte campione Slam, che a 38 anni doma un avversario di 14 anni più giovane. Dopo tre super sfide consecutive, per la prima volta non ci saranno i primi due del ranking a fronteggiarsi in una finale Slam. Merito di Djokovic, che non ha nessuna intenzione di arrendersi allo scorrere del tempo. Agevolato, certo, dal tabellone di Melbourne: negli ottavi non è nemmeno sceso in campo per il forfeit di Mensik; nei quarti, sotto due set a zero, ha approfittato del ritiro di Musetti. Al contrario, l’azzurro è apparso in netto calo fisico dopo essersi aggiudicato con disinvoltura il primo set. Jannik è spesso caduto nella ragnatela di Nole, abilissimo tatticamente e bravo a non arrendersi al termine di un terzo set in cui sembrava allo stremo (durante un cambio di campo ha avuto conati di vomito e ha assunto una pastiglia). Anzi, negli ultimi due set ha messo in mostra una maggiore brillantezza rispetto al più giovane avversario. Sinner parte fortissimo, domina il primo set con servizio e rovescio, sembra avere il controllo. Djokovic però resta lì, soffre, resiste e lentamente rientra in partita. Nel secondo set alza le percentuali al servizio e pareggia i conti. Il terzo è il momento più alto dell’azzurro, che ritrova profondità e aggressività. Ma è anche l’ultimo vero slancio. Dal quarto set in poi emerge il calo fisico di Jannik. Djokovic, nonostante i conati di vomito e una pausa medica, diventa sempre più lucido. Il serbo legge meglio gli scambi, varia, intrappola Sinner nella diagonale di dritto. Nel quinto set arriva il break decisivo sul 3-3, figlio di errori e stanchezza. Sinner lotta fino all’ultimo game, annulla match point, ma non basta. Djokovic chiude sfruttando un errore di rovescio dell’azzurro.