Roma, 9 set. (askanews) – Alle 3 e mezza di notte, davanti al pubblico di casa, Ben Shelton elimina il campione in carica degli Us Open Carlos Alcaraz (6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6) dopo quasi 4 ore e mezza di lotta e raggiunge la semifinale a New York. Sarà derby con Tiafoe per un posto in finale.
Per Shelton è la seconda semifinale agli US Open, dopo quella raggiunta nel 2023, e la terza in carriera nei tornei dello Slam, considerando anche quella dell’Australian Open 2025. Venerdì affronterà un altro americano, Frances Tiafoe, per un derby che vale la finale.
Per Alcaraz arriva invece una sconfitta storica. È soltanto la seconda volta in 17 partite che lo spagnolo perde un match deciso al quinto set. Prima di Shelton, l’unico giocatore ad averlo battuto in una sfida conclusa al quinto era stato Matteo Berrettini, all’Australian Open 2022. Si interrompe inoltre una striscia di 18 vittorie consecutive nei tornei dello Slam.
È stata una partita epica per intensità, violenza degli scambi e continui ribaltamenti di fronte. Nel primo set prevale inizialmente l’equilibrio: i game sono dominati dai servizi e nessuno dei due riesce a conquistare più di due punti in risposta fino all’ottavo gioco. Alcaraz comincia però a soffrire la risposta di Shelton, riuscendo comunque a salvarsi senza concedere palle break. Sul 5-5 arriva il primo vero strappo: lo spagnolo toglie la battuta a zero all’americano e va a servire per il set.
Proprio nel momento decisivo emergono però alcune fragilità di Alcaraz, soprattutto con il dritto e sul piano mentale. Shelton alza il ritmo, insiste sul rovescio dello spagnolo e recupera immediatamente il break, trascinando il set al tie-break.
Il gioco decisivo è un concentrato di tensione: tre mini-break nei primi tre punti e Shelton avanti 4-2 al cambio di campo.
Alcaraz reagisce, sfrutta un passaggio a vuoto dell’americano e ribalta la situazione. Shelton serve due volte avanti 4-3, ma si ritrova sul 5-5. Cinque degli ultimi sei punti sono dello spagnolo, che con grande fatica conquista il primo set.
Il secondo parziale cambia completamente volto. I primi due game durano una vita: Alcaraz tiene il servizio dopo 14 punti e quattro palle break annullate, Shelton risponde conquistando il secondo gioco dopo 16 punti e tre palle break salvate.
Da quel momento, però, la partita si trasforma. Shelton diventa incontenibile. Non sbaglia praticamente più nulla, serve con una continuità impressionante e dal fondo campo alterna potenza e variazioni di ritmo. Alcaraz perde progressivamente lucidità, soprattutto con il dritto, e non riesce più a trovare soluzioni.
L’americano infila nove game consecutivi e porta il match dalla sua parte. Il suo tennis è semplicemente mostruoso: inattaccabile al servizio, solidissimo negli scambi e capace di sostenere ritmi forsennati. Alcaraz non riesce a uscire dalla fossa e si ritrova sotto 3-0 nel terzo set.
La notte di New York è ancora lunga e la partita è tutt’altro che finita. Alcaraz reagisce, Shelton continua a spingere e il match si trasforma in una battaglia punto su punto fino all’incredibile epilogo al quinto set, deciso soltanto al super tie-break. Alle 3.33, dopo 4 ore e 28 minuti, Shelton può finalmente alzare le braccia al cielo: il campione uscente è eliminato e un altro americano, Tiafoe, lo aspetta in semifinale.

