HomeAskanewsTra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la "pace" Italia-Usa

Roma, 2 lug. (askanews) – La Festa dell’Indipendenza diventa la Festa della ricomposizione tra Italia e Usa. O almeno della distensione. Dopo lo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni delle scorse settimane, il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore americano a Roma, diventa l’occasione per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico tra hot dog, hamburger e birra.

La premier è assente – oggi pomeriggio era a Padova per il congresso della Uil – ma ha inviato una nutritissima delegazione del Governo e del centrodestra, compresa la sorella Arianna, capo della segreteria politica di FdI. Presente anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che dal palco assicura che l’amicizia tra i due Paesi “non è mai messa in discussione” nella “pari dignità”.

Per il Governo ci sono i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (che parlano dal palco), i ministri Francesco Lollobrigida, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Guido Crosetto, il sottosegretario Alfredo Mantovano. “Il 4 luglio – dice Tajani nel saluto agli invitati (circa 2000) – celebriamo la nascita di una grande nazione libera. Ma per noi italiani è anche un modo per ricordare che i valori della democrazia e della libertà, ottant’anni fa, attraversarono l’Atlantico. Un modo per ribadire la nostra gratitudine agli Stati Uniti per aver dato un contributo decisivo a restituire libertà e sovranità all’Italia e all’Europa, e poi a preservarla nei decenni successivi grazie a una solida alleanza, fondata su valori comuni. L’Italia non dimentica i giovani americani che vennero a combattere lontano da casa”.

Dopo Tajani prende la parola anche Salvini, il più ‘Maga’ del Governo, che parla di una “scelta di campo”. “Nessuno – afferma – potrà mai mettere in discussione l’amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti. La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono beni negoziabili. Nella costituzione americana i diritti alla vita, alla libertà, alla felicità sono intangibili”.

Molto meno rappresentate le opposizioni. Nessuno del Movimento 5 stelle, la delegazione del Pd è composta dal capogruppo in Senato Francesco Boccia, dal responsabile economico Antonio Misiani, dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, da Beatrice Lorenzin. Matteo Renzi (Iv) è certo che “250 anni di storia sono ben più grandi degli ultimi due anni di presidenza Trump”, anche se Meloni ha “posizionato l’Italia dalla parte sbagliata, ha ‘ciccato’ la politica estera e lo sa”. Per il centrosinistra anche Benedetto Della Vedova (+Europa) mentre non si vedono esponenti di Avs né Carlo Calenda, che aveva annunciato di non essere stato invitato.

Quindi pace fatta? Secondo l’ambasciatore Tilman Fertitta sì, anzi non c’era proprio da fare pace. “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti oggi è al livello più alto che abbia mai visto. Io sono qui ogni giorno, parlo con tutti, dal primo ministro in giù, e lavoriamo insieme su difesa, politica e commercio e molte altre tematiche – assicura -. So che c’è un rapporto di lunga data tra Trump e la premier. Tra leader capitano dei disaccordi ogni tanto. Ma per quanto mi riguarda, con il governo italiano è tutto normale, ogni singolo giorno. Non vedo alcuna conseguenza nel modo in cui collaboriamo su tutti i dossier”.