HomeVideoNewsTrapianti, 4.678 interventi nel 2025: a Bari il Congresso SITO

Trapianti, 4.678 interventi nel 2025: a Bari il Congresso SITO

Roma, 29 set. (askanews) – Si è aperto a Bari, alla presenza del Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, il 49esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Trapianti d’Organo (SITO). L’appuntamento scientifico mette al centro il bilancio della rete trapiantologica italiana, caratterizzato da volumi di attività importanti e livelli di eccellenza clinica diffusi lungo tutta la penisola, ma minacciato dal progressivo incremento dei rifiuti espresso dai cittadini: “La donazione -ricorda Gemmato- appartiene alla coscienza del singolo cittadino ma tutti quanti dalla stessa parte della barricata per raccontare che quel dato di donazione non costa nulla, Che in un momento di massimo dolore e da un momento di massimo dolore può nascere una vita,

Il sistema nazionale conferma dati complessivi di donazione e trapianto su livelli sempre elevati, posizionando l’Italia tra le prime nazioni in Europwa. A questo quadro positivo si contrappone tuttavia il fenomeno del diniego registrato alle anagrafi comunali al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità elettronica. Le opposizioni si attestano ormai intorno al 40% delle dichiarazioni registrate, con una concentrazione del dissenso che riguarda in particolare due fasce d’età: i giovani neomaggiorenni e gli anziani over 70.

La risposta alla disinformazione richiede interventi comunicativi mirati per ciascun target di popolazione. Per i più giovani è indispensabile strutturare campagne social dinamiche e capillari sui canali digitali di riferimento, capaci di superare reticenze e sfiducia. Sul fronte degli over 70 occorre invece smontare la falsa convinzione che l’età avanzata renda i propri organi inutili al prelievo. La prassi clinica dimostra l’esatto contrario: in Italia si effettuano con successo trapianti di fegato prelevati da donatori ultracentenari, a conferma che l’idoneità biologica prevale sul dato anagrafico.

“I numeri ci dicono che il sistema sanitario funziona e risponde alle esigenze dei pazienti in lista d’attesa, ma il trend dei no al momento del rinnovo dei documenti impone una riflessione profonda e immediata”, dichiara Luciano De Carlis, presidente della SITO. “Sui giovani dobbiamo investire con i linguaggi dei social media per spiegare il valore etico e sociale della donazione. Tra gli anziani serve invece una corretta informazione scientifica: non si è mai troppo vecchi per donare. L’esperienza clinica italiana, che ha visto l’impiego con esito positivo di fegati da donatori di oltre 100 anni, ne è la dimostrazione concreta”.

Sul piano dell’innovazione tecnologica e dei modelli organizzativi, il Congresso evidenzia l’importante incremento dei donatori a cuore fermo (DCD) e il ruolo decisivo delle macchine da perfusione ex vivo per fegato, rene, polmoni e cuore. Tali apparecchiature consentono di preservare, valutare ed eventualmente ricondizionare gli organi prima dell’impianto, estendendo la quota di donatori utilizzabili in sicurezza. Parallelamente, si registra uno sviluppo costante delle donazioni da vivente -sia per il rene che per parti di fegato- affiancato dall’impiego della chirurgia robotica e mininvasiva, che garantisce al donatore standard di sicurezza elevati, ridotte complicazioni e tempi di recupero post-operatorio estremamente rapidi.

I lavori di Bari mettono inoltre in risalto il consolidamento delle performance delle strutture ospedaliere del Mezzogiorno. Il divario storico con le regioni del Nord appare progressivamente superato grazie all’elevata preparazione specialistica degli operatori e agli investimenti in tecnologie avanzate, con centri meridionali sempre più autonomi e performanti nella gestione dei casi complessi. “Scegliere Bari per questo appuntamento nazionale ha un significato preciso: testimonia la piena maturità e l’alto livello raggiunto dai centri trapianto del Sud Italia”, sottolinea Loreto Gesualdo, presidente del 49° Congresso SITO.

“Oggi -continua Gesualdo- gli ospedali meridionali esprimono professionalità e competenze al top della chirurgia e della medicina trapiantologica, garantendo standard assistenziali elevati e riducendo la mobilità sanitaria passiva.