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Trump: il blocco totale di Hormuz sarà efficace molto presto

Roma, 12 apr. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha difeso in un’intervista a Fox News il blocco totale dello stretto di Hormuz annunciato dopo il fallimento dei negoziati di Islamabad, durati 21 ore, sostenendo che la misura richiederà “un po’ di tempo” ma sarà efficace “molto presto” e ribadendo che il vero punto di rottura con Teheran è stato il rifiuto di rinunciare alle ambizioni nucleari.

“Il blocco richiederà un po’ di tempo, ma sarà efficace molto presto”, ha dichiarato Trump nell’intervista con Maria Bartiromo, aggiungendo che i colloqui in Pakistan sono stati “una riunione lunga” e che Washington era rappresentata da “persone molto, molto valide, come JD, Steve e Jared”. “Eravamo ben rappresentati. Ma non siamo arrivati a un’intesa sulla questione importante. Loro vogliono avere armi nucleari. Non avranno armi nucleari”, ha affermato il presidente americano.

Trump ha insistito sul fatto che la questione nucleare sia, ai suoi occhi, l’unico vero nodo decisivo. “Abbiamo ottenuto praticamente ogni punto di cui avevamo bisogno, tranne il fatto che si sono rifiutati di rinunciare alla loro ambizione nucleare. E questo è l’unico punto, francamente, per me, ed era di gran lunga il punto più importante”, ha detto.

Il presidente Usa ha poi descritto l’Iran come un Paese ormai militarmente devastato, sostenendo che Teheran stia cercando di usare la minaccia delle mine nello stretto come strumento di pressione. “All’inizio sono partiti debolmente. Sono arrivati come se avessero le carte in mano, ma non le hanno. Il loro esercito, tutto il loro apparato militare, è annientato. Tutto in quel posto è annientato”, ha affermato Trump. “Hanno una sola cosa che possono fare. Possono dire: metteremo una mina da qualche parte, solo una mina. Ne butteremo una, due, dieci mine”, ha aggiunto, definendo questa strategia “estorsione” e accusando Teheran di “estorcere il mondo”.

Nell’intervista, Trump ha anche sottolineato che gli Stati uniti non dipendono dal petrolio che passa per Hormuz. “Noi non prendiamo il nostro petrolio da lì. Abbiamo così tanto petrolio”, ha detto, aggiungendo che negli Stati uniti stanno arrivando numerose navi che verranno caricate con “il miglior petrolio che si possa avere”, il “light sweet crude”. “Noi non abbiamo bisogno di questo stretto, ma altri Paesi sì”, ha osservato.

Trump ha quindi ripetuto la sua forte irritazione per l’atteggiamento degli alleati dell’Alleanza atlantica, pur sostenendo che ora diversi Paesi sarebbero pronti a collaborare. “Siamo molto delusi dalla Nato. Molto, molto delusi dal fatto che non siano venuti. Adesso vogliono venire e vogliono aiutare con lo stretto. E non ci vorrà molto per ripulirlo. Quindi ripuliremo lo stretto e potranno usare lo stretto in un tempo non troppo lungo”, ha detto.

Il presidente americano ha infine ribadito la linea già annunciata sul traffico marittimo nello stretto, spiegando che l’obiettivo è impedire all’Iran di usare Hormuz come strumento selettivo di pressione economica. “Si chiama tutti dentro e tutti fuori. Pensiamo che numerosi Paesi ci aiuteranno anche in questo, ma stiamo imponendo un blocco completo. Non permetteremo all’Iran di fare soldi vendendo petrolio a chi piace a loro e non a chi non piace. Sarà tutto o niente”, ha dichiarato Trump.

Nel complesso, il presidente Usa ha descritto il confronto con Teheran come un negoziato duro, lungo e alla fine persino “molto amichevole” nei toni, ma concluso senza accordo sul punto per lui decisivo. “Verso la fine, è diventato molto amichevole”, ha detto, per poi tornare a scandire la sua linea: “Quel Paese non avrà armi nucleari”.