Milano, 25 giu. (askanews) – A sette anni dall’avvio dello studio CROWN, arrivano nuove conferme sull’efficacia di Lorlatinib nel trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule ALK-positivo avanzato. I dati del trial internazionale di fase 3 mostrano la sopravvivenza libera da progressione più lunga mai documentata in questa patologia. La PFS mediana non è stata ancora raggiunta e oltre la metà dei pazienti è ancora libera da progressione di malattia dopo sette anni. Un risultato che si accompagna a una significativa riduzione del rischio di progressione intracranica.
“Lo studio Crown è veramente formidabile, perché i risultati rappresentano qualcosa che non ha precedenti nella storia del tumore al polmone, mostrando per la prima volta come, a sette anni di distanza, oltre la metà dei pazienti non ha un’evoluzione della propria malattia e non ha la possibilità di sviluppare metastasi encefaliche, che notoriamente impattano negativamente sulla qualità di vita del paziente. È un’importantissima opportunità che viene offerta oggi ai nostri pazienti” ha dichiarato il Dottor Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena di Roma.
In Italia il tumore del polmone resta una delle neoplasie più diffuse e, tra i casi di carcinoma non a piccole cellule, una quota presenta l’alterazione del gene ALK, spesso in persone giovani e non fumatrici.
“Lo studio Crown vedeva l’arruolamento di più di 200 pazienti affetti da tumore polmonare, non a piccole cellule, in stadio avanzato e con riarrangiamento di ALK. Questo cosa significa? Per trovare applicazione dei bellissimi risultati presentati da questo studio, che sono i primi in termini di applicazione della medicina di precisione sul tumore del polmone, bisogna andare a identificare il riarrangiamento di ALK con una profilazione molecolare” ha aggiunto la Professoressa Silvia Novello, Dipartimento di Oncologia Medica AOU San Luigi Orbassano.
I nuovi dati rafforzano il ruolo delle terapie target e aprono prospettive sempre più concrete di controllo prolungato della malattia.
“Oggi parliamo dello studio Crown con dati senza precedenti nei pazienti con tumore del polmone ALK positivo. Ha una lunga storia il primo ALK inibitore, il crizotinib, ben sviluppato da Pfizer. La nostra ricerca e sviluppo ha continuato a portare avanti la ricerca per poter, in qualche modo, superare anche quelli che possono essere meccanismi di resistenza. Sappiamo che una sfida importante in oncologia è migliorare anche il superamento della barriera metrincefalica” ha concluso la Dottoressa Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia.
Lo studio CROWN conferma inoltre il valore della medicina di precisione e dell’innovazione nella ricerca oncologica, evidenziando come l’identificazione di specifici bersagli terapeutici possa cambiare in modo significativo la storia naturale della malattia e le prospettive di vita dei pazienti.
