HomeAskanewsTv, "Ready or Not": su RaiPlay l’esordio di Claire Frances Byrne

Tv, "Ready or Not": su RaiPlay l’esordio di Claire Frances Byrne

Roma, 21 set. (askanews) – Sarà disponibile dal 26 settembre in esclusiva su RaiPlay “Ready or Not”, film irlandese diretto da Claire Frances Byrne e scritto da Lynn Ruane, che mette al centro della scena tre amiche inseparabili e un’estate che segna la fine dell’adolescenza. Presentato in anteprima mondiale al Dublin International Film Festival, “Ready or Not” ha ricevuto il Michael Dwyer Discovery Award al Seattle International Film Festival. La produzione è di Ruth Coady per Gaze Pictures, con il supporto di Screen Ireland.

Periferia di Dublino, 1998. Katie ha dodici anni ed è pronta a passare un’estate spensierata con le amiche Danny e Sarah. Mentre gioca a calcio nel campo della chiesetta locale, il suo migliore amico Steo le chiede un bacio: è l’inizio di un turbolento rito di passaggio verso un mondo adulto a cui la ragazza non è preparata. Inseparabili e cresciute nello stesso quartiere, Katie, Danny e Sarah condividono sogni, paure, prime esperienze e il desiderio di immaginare un futuro diverso da quello che sembra già scritto per loro. Dietro alla leggerezza dell’estate emergono progressivamente le pressioni della comunità, le aspettative legate al genere e dinamiche di potere che rendono sempre più sottile il confine tra gioco e pericolo. Durante una festa accade qualcosa che modifica per sempre l’equilibrio tra le tre amiche: ognuna reagisce in modo diverso tra rabbia, silenzio e negazione.

Il film affronta così il tema del consenso e dei confini personali senza trasformarsi in un racconto didattico: sono i gesti, gli sguardi, i silenzi e le pressioni quotidiane a raccontare ciò che spesso rimane non detto. La sceneggiatura è firmata da Lynn Ruane, scrittrice, attivista e politica irlandese, autrice del memoir bestseller “People Like Me”, al suo debutto come sceneggiatrice cinematografica.

“Ready or Not” è un coming-of-age che sceglie di osservare l’adolescenza senza idealizzarla né demonizzarla. La regista Claire Frances Byrne, al debutto nel lungometraggio dopo una carriera di cortometraggi selezionati e premiati in festival internazionali, ha scelto un approccio basato sull’osservazione. La macchina da presa resta vicina alle ragazze, come una presenza discreta all’interno del gruppo, mentre il lavoro con le attrici ha puntato sulla costruzione di un’intimità autentica. Alcune delle scene più importanti sono nate da un’improvvisazione guidata e dalla fiducia costruita durante il lavoro sul set. Anche il linguaggio visivo segue questa impostazione. La camera a mano e la luce prevalentemente naturale contribuiscono a creare un senso di immediatezza, mentre la Dublino degli anni Novanta viene restituita senza nostalgia. Case, strade, abiti e ambienti sono quelli reali di un quartiere working-class, evitando una rappresentazione idealizzata dell’epoca.