Roma, 28 lug. (askanews) – “Io da tempo sento che aiutare l’Ucraina significa aumentare i tempi del conflitto. Io non ho mai sentito in ospedale qualcuno dire che fare una trasfusione o dare una medicina significa aumentare i tempi della malattia. Certo, se non li curiamo muoiono e liberiamo il letto prima”, ha sostenuto oggi il ministro della Difesa Guido Crosetto riferendo, in sede di replica, alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa del Senato per il seguito dell’audizione sul vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio, la cui prima ‘sessione’ si era tenuta lo scorso 22 luglio.
“Se non aiutiamo l’Ucraina scompare e ci togliamo un problema, ecco, io non considero, non affronto così i problemi di politica internazionale, me ne scuso”, ha osservato Crosetto, sostenendo che “l’aiuto all’Ucraina è come la medicina ad un malato, è quello che l’ha aiutato a sopravvivere finora. Non è un modo che ha continuato la guerra, così come la medicina non fa continuare la malattia, ma semmai la combatte”.”Su questo il Governo è stato chiaro fin dall’inizio e continua a essere chiaro. Mi pare che lo sia e continuiamo a farlo. Abbiamo fatto 13 pacchetti di aiuti, e non sono un modo di dire, e abbiamo sostenuto a livello internazionale il ministro Tajani, io, il Presidente del Consiglio, ognuno di noi: sempre la stessa posizione. Ci trovate sempre allo stesso punto di vista, sempre nello stesso posto”, ha specificato Crosetto.
