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Ucraina, Crosetto: bisogna continuare a sostenere Kiev

Roma, 9 giu. (askanews) – Una soluzione esclusivamente militare della guerra in Ucraina “appare difficilmente perseguibile sul lungo termine”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, in audizione oggi davanti alle commissioni congiunte, illustrando il quadro del conflitto innescato dall’aggressione russa contro Kiev e segnalando la necessità di continuare a sostenere l’Ucraina.

Il ministro ha sottolineato che, sul piano militare, il conflitto appare oggi caratterizzato da “una sostanziale situazione di stallo”. Secondo Crosetto, gli analisti sembrano concordare sul fatto che, mantenendo gli attuali ritmi operativi, servirebbero “dieci anni, cioè fino al 2036”, perché la Federazione russa possa completare la conquista del Donbass, e “diversi decenni” per conquistare l’intero territorio ucraino.

Tutto questo, ha aggiunto, avrebbe un costo enorme in termini di vite umane: “almeno due milioni e mezzo di caduti russi soltanto per il Donbass”. Si tratta, ha precisato il ministro, di “un’operazione puramente algebrica”, ma sufficiente a confermare come la scelta di perseguire una soluzione solo militare sia difficilmente sostenibile nel lungo periodo.

Da qui, ha spiegato Crosetto, nasce “la necessità di sostenere lo sforzo difensivo dell’Ucraina” insieme agli altri sforzi “politico e diplomatico”, già richiamati dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Crosetto ha ricordato che la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina “continua a colpire il cuore del continente europeo” e che, a oltre quattro anni dal suo inizio, registra livelli di violenza che l’Europa “non conosceva dalla fine della seconda guerra mondiale”.

Gli eventi del 23 e 24 maggio, ha osservato, rappresentano soltanto “l’ultimo esempio di questa escalation”. In una sola notte, ha riferito, sono stati lanciati contro l’Ucraina oltre 600 droni e 50 missili, tra cui il sistema ipersonico Oreshnik, dotato di capacità altamente distruttive e potenzialmente compatibile anche con configurazioni nucleari.

Secondo il ministro, al di là dei bollettini quotidiani di guerra, è la dimensione complessiva del conflitto a dover colpire. Le stime disponibili indicano che il numero totale di morti e feriti tra le parti coinvolte potrebbe avvicinarsi ai due milioni entro la fine dell’anno, con oltre mille perdite al giorno sul solo lato russo.

“Dati difficili da verificare in modo definitivo”, ha precisato Crosetto, ma sufficienti a rappresentare l’intensità dello scontro e le sue conseguenze di lungo periodo.

Le ricadute, ha aggiunto, sono molteplici: finanziarie, energetiche, psicologiche e strategiche. L’Europa, ha detto, convive ormai con un conflitto che “non mostra rallentamenti” e che ha fatto entrare la narrazione della guerra nel quotidiano. Inoltre, è tornata attuale la minaccia atomica, che si pensava fosse stata consegnata ai libri di storia.

Quando il conflitto sarà superato, ha concluso Crosetto, l’Europa dovrà confrontarsi per molti anni con i suoi effetti economici, sociali e di sicurezza, con la presenza di un numero elevatissimo di ex combattenti da reintegrare e con la necessità di sostenere la ricostruzione dell’Ucraina, “un paese tanto resiliente quanto provato”, ma anche con l’esigenza di stabilizzare il quadro dall’altra parte, in Russia.