Roma, 24 mar. (askanews) – L’unione europea è nata grazie a una “rivoluzione di pensiero” di statisti “lungimiranti e coraggiosi” all’indomani della seconda guerra mondiale. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per l’anniversario dei trattati europei rispondendo alla domanda di uno studente.
“Bisogna riflettere sul contesto in cui ebbe avvio l’Unione: nel 45 l’Italia usciva da una guerra devastante e dopo guerre sanguinose e un numero immane di ragazzi vostri coetanei era morto, si era vissuto l’abisso dell’olocausto – ha ricordato – in quel clima di tragedia e di fame che incombeva sull’Europa, alcuni statisti lungimiranti e coraggiosi capirono che bisognava capovolgere le cose, fu una rivoluzione di pensiero: anziché contrapporsi bisognava mettere in comune il futuro dei popoli europei. Fu questo il tentativo compiuto in quegli anni tra statisti e movimenti dipensiero per questo il trattato di Roma del ’57 fu un punto di arrivo”.
Mattarella ha citato infatti il pronto tentativo fatto con la Ceca (Comunità economica del carbone e dell’acciaio), “il carbone era la principale fonte di energie e l’acciaio elemento base per gli armamenti. E’ come se oggi si dicesse mettiamo insieme petrolio gas e risorse nucleari”.