Milano, 26 feb. (askanews) – “Il sistema Ets, così come concepito, rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività. Ne chiederemo la sospensione alla Commissione europea, fino a una sua profonda revisione che intervenga sia sui parametri di riferimento delle emissioni, sia sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite, e che introduca finalmente un meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del CBAM”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo ieri sera a Bruxelles alla riunione dei Paesi ‘Friends of Industry’, il format informale che riunisce i ministri dell’Industria di alcuni Stati membri europei – tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca – per coordinare le posizioni in vista del Consiglio Competitività.
Nel confronto tra i ministri dell’Industria, sottolinea una nota del Mimit, Urso ha posto l’accento sulla competitività industriale e sulla necessaria coerenza tra revisione del CBAM e riforma dell’Ets, rilevando come entrambi gli strumenti dovranno essere pienamente allineati e funzionali alla tutela della base produttiva europea. Un’impostazione, quella sostenuta dall’Italia, che ha contribuito significativamente a orientare il documento finale condiviso dai Paesi partecipanti.
Lo stesso orientamento sarà ribadito stamane da Urso prima alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore, in corso a Bruxelles con uno specifico focus sul settore della chimica, e successivamente ai lavori del Consiglio Competitività. “La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici – ha spiegato Urso -. Il sistema Ets, alle condizioni attuali, è inefficace e dannoso perché si traduce in un mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività. Servono regole chiare e strumenti di verifica affidabili, che evitino distorsioni lungo le filiere. CBAM ed ETS devono diventare strumenti a supporto dell’industria, non fattori che ne indeboliscono la competitività”.
