Un episodio che fa rumore
Negli Stati Uniti, uno scandalo personale che coinvolge Elijah Schaffer, figura della destra radicale online, ha prodotto un’eco mediatica superiore ai fatti. Una registrazione audio suggerisce una relazione con una collaboratrice, Sarah Stock, influencer associata all’area trad, cioè a uno stile di vita pubblicamente orientato a famiglia, matrimonio e ruoli di genere convenzionali. L’interesse del caso, tuttavia, non sta tanto nel comportamento individuale quanto nel modo in cui una comunità digitale reagisce quando la coerenza simbolica viene messa in discussione.
Nel lessico della destra americana online, trad è l’abbreviazione di traditionalist. Non coincide con il conservatorismo politico istituzionale, ma designa una identità culturale e comunicativa: critica del liberalismo dei costumi, centralità della famiglia nucleare, enfasi su differenze di genere e su un ordine morale percepito come minacciato. È una postura che vive soprattutto sulle piattaforme digitali, più come segno di appartenenza che come progetto politico articolato.
Visibilità e tensioni
La figura della e-girl trad — un’influencer che promuove contenuti coerenti con quell’immaginario — riflette una tensione tipica di queste subculture: l’uso intensivo dei social per affermare valori che si presentano come alternativi alla cultura dominante. Non è una contraddizione accidentale, ma una condizione strutturale dell’attivismo identitario online.
La vicenda si è intrecciata con una fase di esposizione emotiva di Schaffer: divorzio, difficoltà professionali, dichiarazioni disordinate in diretta su Rumble, accuse alle istituzioni federali come l’FBI. In un ambiente in cui la credibilità politica passa attraverso l’autonarrazione, la crisi privata tende a diventare immediatamente crisi simbolica.
Uno sguardo comparativo
Rispetto all’Europa — dove il richiamo ai “valori tradizionali” resta per lo più ancorato a partiti, Chiese o tradizioni culturali organizzate — la versione americana trad appare più fluida e personalizzata, dipendente da influencer e piattaforme. Qui l’episodio Schaffer suggerisce un limite tipico della politica digitale: quando l’identità morale è performativa, la fragilità del personaggio si riflette sull’intero discorso. Non una smentita dei valori, ma una vulnerabilità del mezzo che li veicola.
Fonte: Will Sommer, The Bulwark
