Roma, 8 gen. (askanews) – Rabbia e dolore hanno pervaso la comunità di Minneapolis dopo che Renee Nicole Good, 37 anni, è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco da un agente dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale statunitense responsabile dell’applicazione delle leggi su immigrazione e sicurezza delle frontiere.
La sparatoria è arrivato dopo che il governo federale ha intensificato i controlli sull’immigrazione a seguito di uno scandalo sul welfare che aveva portato il governatore a ritirarsi dalla campagna per la rielezione.
Good era una cittadina statunitense e aveva una figlia di 6 anni. Prima di trasferirsi nelle Twin Cities, aveva vissuto con i genitori per breve tempo a Valley Falls, Kansas, dopo la morte del marito. Veterano militare, l’uomo è deceduto tre anni fa, ha scritto Washington Post. Aveva comunque trascorso la maggior parte della sua vita in Colorado, hanno ricordato i genitori. Lo zio ha dichiarato che la sua morte è stata particolarmente difficile da accettare per la famiglia, visto che ieri era anche il compleanno della sorella maggiore.
Good si trovava nella sua auto quando un agente federale le si è avvicinato. Quando ha cercato di allontanarsi, un agente dell’Ice le ha sparato alla testa. Tre filmati della sparatoria visionati dalla Cnn mostrano alcuni dettagli, ma resta ancora da chiarire con certezza che cosa sia avvenuto prima dello sparo.
Kristi Noem, del Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs), ha dichiarato che l’agente federale “ha fatto ricorso alla sua formazione per salvare la propria vita e quella dei colleghi”. Secondo lei, Good “ha perseguitato e ostacolato” il lavoro degli agenti durante tutta la giornata e ha cercato di “utilizzare il veicolo come arma” per investirli. Il presidente Donald Trump ha invece puntato il dito contro la “sinistra radicale” colpevole di “minacciare, aggredire e prendere di mira i nostri agenti di polizia e dell’Ice”.
La Cnn ha parlato con testimoni della sparatoria. Alcuni vicini, che hanno assistito alla scena dalla loro casa per rendersi conto del trambusto avvertito, hanno visto un guidatore fischiare e urlare dal finestrino, uno sparo a distanza ravvicinata e una donna insanguinata dire: “Avete appena ucciso mia moglie!”.
I politici del Minnesota hanno accusato l’amministrazione Trump, sostenendo che le sue tattiche repressive sull’immigrazione hanno portato alla fatale sparatoria. Il governatore Tim Walz ha avvertito di essere pronto a dispiegare la Guardia Nazionale dello stato. Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha contestato la versione del Dhs e ha ordinato agli agenti di “andarsene da Minneapolis”. Ha inoltre dichiarato che quanto accaduto a Minneapolis sta mettendo alla prova “la resistenza della nostra repubblica”.
Persone da tutta Minneapolis si stanno radunando da ieri sul luogo della sparatoria, prima per protestare contro la polizia e poi per rendere omaggio alla vita di Renee Nicole Good con una veglia che ha occupato un intero isolato.
