Roma, 19 gen. (askanews) – Il Senegal vince la Coppa d’Africa contro i padroni di casa del Marocco dopo una finale incredibile. Pape Gueye è l’eroe di Rabat. Il centrocampista del Senegal, con un gol spettacolare, regala ai senegalesi una vittoria storica. Per la seconda volta nella loro storia, Sadio Mané e compagni si laureano campioni d’Africa.
Il Marocco avrebbe potuto festeggiare il successo in casa, ma un rigore sbagliato glielo ha impedto. Sullo 0-0, al 99′ l’arbitro concede un penalty alla squadra di Regragui. Il Senegal torna negli spogliatoi per protesta dopo diversi minuti di tensione in campo. Sadio Mané richiama i suoi compagni in campo per far tirare il rigore a Brahim Diaz, che si presenta sul dischetto e incredibilmente decide di far partire un pallonetto lento che Mendy blocca facilmente.
Da lì cambia la partita: finiscono i tempi regolamentari e poco dopo l’inizio dei supplementari arriva la rete di Pape Gueye. Ndiaye ha la possibilità di firmare il raddoppio, ma a porta vuota sbaglia incredibilmente. Il Senegal resiste, vince una delle finali più incredibili di sempre e porta a casa la sua seconda Coppa d’Africa.
“Purtroppo abbiamo assistito a scene inaccettabili sul campo e sugli spalti: condanniamo fermamente il comportamento di alcuni ‘tifosi’, nonché di alcuni giocatori senegalesi e membri dello staff tecnico. È inaccettabile abbandonare il campo di gioco in questo modo e, allo stesso modo, la violenza non può essere tollerata nel nostro sport, semplicemente non è giusto”. Lo ha detto presidente della Fifa Gianni Infantino dopo la finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal in cui l’arbitro ha assegnato un rigore (poi fallito da Brahim Diaz) al 98′ ai nordafricani, che ha portato all’invasione di campo di alcuni tifosi del Senegal e un gruppo di giocatori dello stesso Senegal a lasciare momentaneamente il terreno di gioco per proteste.
“Dobbiamo sempre rispettare le decisioni prese dagli arbitri dentro e fuori dal campo di gioco. Le squadre devono competere sul campo e nel rispetto delle regole del gioco, perché qualsiasi comportamento contrario mette a rischio l’essenza stessa del calcio – prosegue Infantino – È anche responsabilità delle squadre e dei giocatori agire in modo responsabile e dare il buon esempio ai tifosi negli stadi e ai milioni di spettatori in tutto il mondo. Le brutte scene a cui abbiamo assistito oggi devono essere condannate e non devono mai più ripetersi. Ribadisco che non hanno posto nel calcio”.
