HomeAskanewsUniCredit, Orcel: M&A in Italia? Noi osservatori, non vedo oggi opportunità

UniCredit, Orcel: M&A in Italia? Noi osservatori, non vedo oggi opportunità

Milano, 23 giu. (askanews) – “L’Italia è fondamentale per noi, quindi, alle giuste condizioni, se si presenterà un’opportunità, la valuteremo. Ma al momento siamo solo osservatori e per la prima volta ci piace molto essere osservatori e non attori, in realtà è piuttosto divertente”. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, nel corso della Mediobanca Ceo Conference rispondendo a una domanda sull’M&A in Italia. “Per ora osserviamo, vediamo cosa succederà – ha proseguito -. Se ci sarà un’opportunità, come sempre, agiremo. Ma al momento non ne vediamo nessuna”.

“Troppe persone continuano a considerare UniCredit una banca italiana, lo siamo, ma non del tutto – ha sottolineato Orcel -. Siamo estremamente orgogliosi delle nostre radici e della nostra storia, ma il 55-60% della banca non si trova in Italia e questo è importante perché noi ci vediamo come una banca paneuropea e vogliamo essere tra i primi tre in ogni paese, vogliamo essere i più redditizi in ogni paese e cogliamo le opportunità in ogni paese, ma non c’è un’ossessione. Anzi, potrebbe essere controproducente per noi essere troppo grandi in un solo paese”.

“Il nostro obiettivo è creare più valore di chiunque altro. Non vinciamo se siamo i più grandi, non vinciamo se siamo i più potenti. Vinciamo se, a livello strutturale, riusciamo a creare più valore di chiunque altro – ha spiegato Orcel -. Abbiamo opportunità di crescita superiori a quelle di chiunque altro sul mercato. Queste opportunità di crescita, a nostro avviso, saranno accelerate dalle dinamiche attuali in termini di fusioni, acquisizioni, contromosse: poiché le persone sono impegnate in questo e poiché il nostro piano è focalizzato sulla crescita, possiamo accelerare l’aumento della quota di mercato. Questo è lo status quo per noi – ha concluso il numero uno di UniCredit -, e vediamo l’opportunità di migliorare ulteriormente il piano in Italia in termini di quote di mercato, e possiamo farlo senza spendere un centesimo”.